Cenni storici sulle origini del monte San Lorenzo
| Com'è noto Maniago affonda le sue origini in secoli lontanissimi, probabilmente in epoca romana. Caelina, la mitica città scomparsa di cui anche Plinio il Vecchio ne parlava nei suoi scritti, verrebbe a trovarsi proprio tra la zona di Maniago Libero e Maniago. Città potentissima e agiata, che aveva instaurato il suo dominio in tutta la pedemontana, situata in un punto strategico che le consentiva di gestire ogni sorta di passaggio, militare, economico, per le sue vie di comunicazione. Città scomparsa nel nulla, così come molte altre della zona, senza lasciare alcuna traccia visibile di sè, senza lasciare alcun documento, se non i pochi passi di Plinio, e i resti oggi ritrovati a fatica, che rafforzano la tesi della sua esistenza in questi luoghi. In seguito Maniago seppe rinascere tant'è che il 12 gennaio 981 l' Imperatore Ottone II, con un diploma datato a Ravenna, conferma alla chiesa Aquileiese i possedimenti della corte di Maniago, del Monte di Maniago (ricordatevi questo nome), la Pieve di San Mauro con sei casali, sei altri casali fra il Cellina, il Rio Storto e la Chiesa di S. Maria detta in Mercadello, con le dipendenze di Maniago Libero, Vivaro, Tesis, Basaldella, Fratta, Poffabro. La donazione della " CURTIS MANIACI " e della Pieve di S. Mauro doveva avere un significato per il Patriarca Rodoaldo, ma quale? Forse il controllo della strada pedemontana che da Cavolano (Sacile) saliva lungo Pedemonte fino al passaggio del Tagliamento a Pinzano - si ammette l' esistenza di una torre di vedetta o si segnalazione a specchio sull' allineamento Calaresio (Montereale Valcellina) Maniago-Mizza (Cavasso Nuovo) - oppure quella di Gravena e del San Lorenzo? Intorno al 1000 venne eretto il castello che era feudo di abitanza e palazzo Patriarcale. L' antico castello sorgeva sul Colle degli Olivi; ai suoi piedi si sviluppò in seguito. Il territorio era diviso in due parti: quella che comprendeva Maniago Libero sotto l' Abbazia di Millstadt in Carinzia (1177) e l' altra sotto un gruppo di famiglie di origine e provenienza ignote, che, "consorti" del feudo, si chiamarono " DI MANIAGO " investite alcune di " Feudo di Ministero " ed altre " di abitanza ". Non si fregiavano del titolo di " Dominus " perché esso apparteneva a chi fosse investito di feudalità. Opere fortificatorie di notevole importanza vengono fatte nel XII secolo tali da renderlo uno stabile fortilizio, dopo la formazione del grande Feudo Spilimberghese. Ora che abbiamo chiara la situazione, facciamo un saltino indietro, quando ancora Caelina e le vie di comunicazione romane esistevano. In epoca Romana è probabile esistesse una torre di osservazione, forse lo stesso leggendario monastero, quale sistema di sorveglianza viaria, commerciale, militare, per la via pedemontana che per Sacile, (Guado del Livenza ), Polcenigo, Aviano, Montereale Valcellina, Maniago, portava a Pinzano sul " passo del Tagliamento " per Ragogna ed il Norico. Tre erano le vie codificate per la trasmissione dei segnali, quella che ci riguarda è la seconda. Traducendo dal volgare dell'epoca:" di là del Tagliamento per la via della montagna a Pinzano, Maniago, Conegliano, la via di mezzo..." Come si vede questa torre era inserita in questo sistema di segnalazione che di notte era fatto con fuochi e di giorno con fumo e bombarde, fin dai tempi più remoti. La collocazione però dobbiamo per forza disconoscerla al Colle del Castello, quindi un monte con tale visuale altro non potrebbe essere che il monte San Lorenzo, quello che nel documento redatto da Ottone II viene chiamato " Il Monte di Maniago ". Il monte San Lorenzo era difeso a nord dal monte Raut e a ovest dal monte Jouf e monte Fara. Ha un'altezza di 737 metri sul livello del mare. Difeso a Sud e a Est da due torrenti, il Colvera e Cellina. Ciò favorì lo stabilirsi sul sito di insediamenti umani e apprestamenti militari. Parliamo ora delle vie di comunicazione, che rafforzano la tesi che il Monte di Maniago fosse il San Lorenzo e non il Monte Jouf. Un Monte che da secoli ha dato tanto, e che ora dovrebbe dare ancora di più senza ricevere in cambio nulla. MANIAGO con il suo antico maniero, è punto strategico di somma importanza a sorveglianza sin dai tempi più remoti sulla convergenza viaria della pianura ai passi montani e della pedemontana Sacile - Polcenigo - Aviano - Montereale - MANIAGO - Pinzano al guado sul Tagliamento per Ragogna. E la transalpina per il mondo germanico collocata sull'antica strada che passando ad Est del Monte San Lorenzo dalla località GRAVENA, scavalcando lo spartiacque alla forcella CLAUPA fino a Poffabro, si biforcava per FRISANCO e NAVARONS oppure ANDREIS e BARCIS e portava così nel Bellunese. Quindi una strada di probabile origine romana che passava per Gravena e la zona già ora interessata alla coltivazione della cava. Russoledo, una località di Fratta, avrebbe origine da un insediamento militare. Nei punti in cui la strada andava verso la Claupa, in località " Terre Rosse ", proseguendo verso le " VALS " nel tracciato aperto sulla marna, sulle rocce, solchi profondi lasciati dal passaggio di innumerevoli carriaggi, documentavano l' origine remota di quel percorso, che hanno purtroppo subito le devastazioni e la distruzione nei lavori di sbancamento operati proprio in quel punto storico-strategico del Monte S. Lorenzo per la coltivazione di una cava di Flysch e calcare da parte di una nota industria cementiera insediatasi in quel di Fanna. Tutto conferma che sul Monte di Maniago, il Monte S. Lorenzo, ci fosse una strada antichissima, probabilmente romana, di cui però oggi restano solo pochi resti, ancora visibili, perché 30 anni fa qualcuno diede il via alla coltura di questa cava di calcare, forse senza preoccuparsi del lato storico-archeologico di questo Monte e della natura oggi purtroppo sempre più a rischio. Ma per nostra fortuna è ancora possibile visitare la chiesetta in cima al monte, questo finché gli scavi non giungeranno che a poche decine di metri da essa. La chiesa di S. Lorenzo in Monte è ricordata già in un testamento di Benvenuta vedova di Odorico q. Fochero di Maniago del 30 Marzo 1291 ed ancora allora definita " antiquissima ".Fino al principio del XV secolo fu custodita da un eremita " deputato alla custodia ". E' una chiesetta ad aula allungata, di fattura assai semplice ma suggestiva, con un tozzo campaniletto a vela sulla facciata. Ad essa appartengono una statuetta lignea di S. Lorenzo, ultimo resto di quell'ancona che Marco di Bartolomeo da S. Vito intagliò nel 1526 e che nel 1584 già doveva trovarsi in non buone condizioni se monsignor Nores, in visita pastorale, ne ordinò il restauro. Nel 1620 si decise di passare le figure e nel 1625 di rinfrescarle e aggiustare la mano sinistra di S. Lorenzo. Da notare ancora la statua in pietra di S. Lorenzo che Sebastiano Leschiutta scolpì nel 1824. Emiliano Grisostolo Mario Milanese Parte dei testi qui riportati sono tratti da: "Fratta, origini storia cultura" - edito dal Circolo Culturale-Sportivo Rosa Brusatolo, 1991 |
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antiche case sulle pendici del monte
viste panoramiche dal monte San Lorenzo
i monti di Maniago visti dalla pianura
cenni storici
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