| IL GAZZETTINO, Sabato 31
Ottobre 2009 . Rifiuti
nel cementificio, interpellanza del Pd sui rischi |
| IL MESSAGGERO VENETO,
VENERDÌ, 30 OTTOBRE 2009 PORDENONE Combustibile da rifiuto alla Zillo: continua la serie di assemblee promosse dal comitato spontaneo FANNA. Lipotesi di bruciare combustibile da rifiuto nei forni della cementeria di Fanna ha messo in apprensione più di qualche residente, tanto che, dopo un primo incontro con la popolazione organizzato da un comitato spontaneo di cittadini avvenuto proprio nel comune che ospita lo stabilimento della Zillo, ora queste iniziative si diffonderanno nel territorio attraverso una serie di assemblee pubbliche. La prima è prevista per martedì alle 20.30 ad Arba, quindi ci si sposterà lunedì 9 novembre, sempre alle 20.30, a Campagna di Maniago, poi sarà la volta di Cavasso Nuovo martedì 17 novembre e di Fanna la settimana successiva, martedì 24. A oggi il comitato, che ha prodotto un dossier di 62 pagine nel quale si mettono in evidenza dettagliate e puntuali osservazioni in relazione al tema incenerimento dei rifiuti alla Cementizillo, conta quasi 400 sottoscrizioni da parte prevalentemente di residenti di Fanna. Tale documento è stato inoltrato dai rappresentanti del comitato, formato da genitori e cittadini, allamministrazione comunale guidata dal sindaco Demis Bottecchia a fine settembre e sinora non avrebbe ricevuto alcuna risposta né attenzione nel merito. La prima assemblea pubblica è stata organizzata a Fanna due giorni prima della conferenza dei servizi e ha visto molti cittadini richiedere con forza al sindaco, in qualità di tutore della salute pubblica, un percorso di informazione approfondita, conoscenza e partecipazione attiva per giungere alla decisione finale che coinvolge tutti sul piano dellimpatto sulla salute della comunità e sullambiente, oltre che in relazione alla qualità della vita anche per le generazioni future. Ciò che chiedono comitato e cittadini è un uso dei rifiuti che punti al riciclo totale e non allincenerimento. (l.v.) |
| IL MESSAGGERO VENETO Pordenone VENERDÌ, 30
OTTOBRE 2009 |
| IL GAZZETTINO, Venerdì
30 Ottobre 2009 SPILIMBERGO
Via libera al raddoppio del termovalorizzatore se lazienda
avrà i requisiti. Inceneritore, no del Pdl. «Mai preso
impegni. Non daremo alcun consenso a scatola chiusa» |
| IL GAZZETTINO,
Giovedì 17 Settembre 2009 MANIAGO. Presentata uninterrogazione al sindaco Belgrado. «Dalla documentazione si evince che la Cementizillo ha un piano di estrazione». Ambiente, timori per un nuovo San Lorenzo. Il comitato Sos lancia lallarme: dal 2012 possibili escavazioni sul monte Albareit nel versante di Fratta Il rischio di un
nuovo San Lorenzo: è lallarme lanciato dal
Comitato Sos che paventa un nuovo enorme impatto
ambientale sul monte Albareit, sempre in Comune di
Maniago. Attualmente infatti la cava meglio nota come di
"San Lorenzo" si estende su due cantieri, il
primo lungo le pendici nord-orientali del monte e il
secondo su unarea comprendente il monte Albareit,
alto circa 400 metri e situato alle spalle dellabitato
di Fratta. Stando però alle previsioni della
Cementizillo, a partire da gennaio 2010 si inizierà a
scavare sullAlbareit per estrarre ulteriore flysch
(materia prima di base per la produzione del cemento
composta di arenaria, argilla o marna) che si dovrebbe
esaurire nel giugno 2012 dopo 30 mesi di escavazione, per
un totale di circa 639 mila metri cubi. |
| IL GAZZETTINO, Giovedì
17 Settembre 2009 SPILIMBERGO Anche linceneritore di Tauriano viene tenuto sotto controllo. La vicenda in Consiglio. Caso mercurio, le nuove verifiche. LAzienda sanitaria sta monitorando i livelli dinquinamento nei foraggi e nel latte Chi pensava che il caso mercurio, sollevato agli inizi dellestate da una clamorosa tesi di laurea, fosse finito nel dimenticatoio, sbagliava. La questione è stata nuovamente portata allattenzione generale nel corso dellultima seduta del consiglio comunale, a seguito di una interpellanza presentata dal gruppo del Pd, primo firmatario il maestro Armando Zecchinon. Al di là delle valutazioni politiche, la discussione è stata utile per chiarire soprattutto cosa si sta facendo per andare a fondo del problema. La questione prende le mosse in realtà da una indagine commissionata una decina di anni fa dalla Provincia di Pordenone e finalizzata alla determinazione dei valori di riferimento dellinquinamento ambientale in alcune aree del territorio provinciale particolarmente esposte, e in particolare nella zona circostante limpianto della Mistral a Spilimbergo, tra Tauriano, Barbeano e Rauscedo. La ricerca si basava sullo studio dei licheni (un particolare organismo vegetale formato dalla simbiosi di alghe e funghi), in quanto assorbono facilmente le particelle pesanti disperse nellambiente. Insomma, una specie di termometro dellinquinamento locale. Uno studio analogo è stato ripetuto in tempi recenti dallUniversità di Trieste e pubblicato attraverso una tesi di laurea circa due mesi fa. In base alla nuova indagine, era emerso che il livello di mercurio diffuso nellambiente era cresciuto notevolmente (pur restando al di sotto della soglia di pericolo) nelle aree circostanti limpianto di termovalorizzazione che sorge nella Zona industriale del Cosa, e in particolare nella zona di Tauriano, Aurava, Provesano e San Giorgio della Richinvelda. Lamministrazione comunale in un primo momento aveva assunto una linea improntata alla cautela, ma poi era stata convocata la commissione comunale Ambiente e su sollecitazione delle opposizioni, preoccupate per gli effetti sulla salute degli abitanti anche quella Sanità, con la partecipazione pure del direttore generale della Ass 6 Nicola Delli Quadri e della direttrice del dipartimento di prevenzione della stessa Azienda sanitaria Emanuela Zamparo. Che cosa si sta facendo intorno a questo problema? Per tenere sotto controllo i livelli di inquinamento da mercurio lAzienda sanitaria ha avviato un sistema di monitoraggio per il controllo di alimenti di origine animale, quelli nei quali lelemento inquinante può concentrarsi in misura maggiore. Indagini sono svolte anche su campioni di foraggi e cereali raccolti nellarea interessata, campioni di latte in allevamenti bovini e campioni di miele prodotto da alveari della zona. Controlli sono stati avviati anche alla fonte, ovvero nel termovalorizzatore della Mistral, per cercare di ridurre le emissioni di mercurio. Nellimpianto, che è partecipato dal Comune (in consiglio di amministrazione il Comune è rappresentato dal chimico Alberto Gabelli) si bruciano rifiuti industriali e ospedalieri. Claudio Romanzin |
| IL GAZZETTINO,
Sabato 15 Agosto 2009 Lassessore De Anna rilancia limpianto che potrebbe essere realizzato a Spilimbergo nellarea della Mistral. Rifiuti, linceneritore della discordia. I rappresentanti di Naonis Energie a caccia del sito. Moretton attacca: «Idea scellerata» , Si riaccende la polemica per la realizzazione dellinceneritore nella Destra Tagliamento. Era stato lassessore allAmbiente, Elio De Anna, appena nominato, a riaprire il fronte. "Il sito di Roveredo - aveva spiegato - non è idoneo alla realizzazione di un nuovo termovalorizzatore, ma limpianto e la tecnologia non sono superate. Per questo - era andato avanti - è necessario trovare un nuovo sito a cavallo delle due province di Udine e Pordenone per realizzare un inceneritore che possa servire alle esigenze di entrambi i territori". Tra le ipotesi sempre più accreditate per la realizzazione dellimpianto, larea di Spilimbergo, magari nella stessa zona dove esiste già linceneritore per i rifiuti ospedalieri e speciali della Mistral. In pratica potrebbe essere realizzata unarea di servizio. Al lavoro da tempo i rappresentanti di Naonis Energie, società nata proprio per la gestione dellinceneritore. Ma ad alzare il livello della polemica, però, è Gianfranco Moretton, capogruppo del Pd e già assessore regionale allAmbiente. «Le dichiarazioni di De Anna a poco tempo di distanza da quando ha avuto la delega - attacca - preoccupano e fanno intravvedere un futuro verso lambiente in contro tendenza rispetto alle direttive europee. Pensare o meglio ipotizzare la costruzione di un nuovo inceneritore per la provincia di Pordenone, con tutti i rischi e gli ostacoli che ne deriverebbero, rischia di essere solo un business per pochi. Ormai, ovunque, si propende e si impone alla cittadinanza la raccolta differenziata e i risultati riscontrati individuano la strada migliore per risolvere questo problema. Sarà quindi importante capire - va avanti Moretton - e lo chiediamo a De Anna di esporre pubblicamente le ragioni che lo portano a una scelta di questo tipo che non esito a definire scellerata. Credo, invece, che De Anna dovrebbe agire con lungimiranza nellaffrontare questo problema, valutando il potenziale di ciò che esiste nel territorio regionale ed eventualmente pianificare e promuovere tutto ciò che va nella direzione del recupero e trasformazione del rifiuto solido urbano. Un progetto che va guidato in concertazione con tutti gli enti locali della Regione e con una partecipazione attiva di tutti i sindaci. Infine in Regione e specificatamente nella provincia di Udine, cè in atto un percorso alternativo e diverso di quello che De Anna vorrebbe realizzare. Ad una valutazione immediata e spontanea appare chiaro che, anziché puntare a un piano organico regionale, si vuole favorire idee personalistiche che anziché privilegiare lutilità ed il necessario, si orientano verso progetti che rischiano una forte esposizione finanziaria e un utilizzo che si perde nel tempo, nella sua più diretta e obiettiva finalità». Infine le conclusioni. «Va detto, infine, senza avere la presunzione di suggerire alcunché a De Anna, che la Regione ha già un termovalizzatore a Trieste che potrebbe soddisfare le esigenze di tutto il territorio sempreché si voglia puntare alla differenziata. Diversamente resteremo sempre la Regione che, in quanto a rifiuti, segna più di qualche difficoltà, in particolare la provincia di Udine che, comè noto, non ha fatto una politica di impianti di smaltimento». Loris Del Frate |
| IL GAZZETTINO. MANIAGO I Comitati temono linquinamento e
si appellano agli enti locali «Zillo, tocca ai Comuni». Entro agosto osservazioni in Regione sullimpianto di Fanna Martedì 21 Luglio 2009, La vicenda dell'inquinamento da mercurio nella zona a cavallo tra Spilimbergo e San Giorgio della Richinvelda sta avendo eco anche nell'altro mandameno pedemontano, quello maniaghese, dove i cittadini sono preoccupati per la decisione della Zillo di utilizzare il combustibile da rifiuto (Cdr) per alimentare i propri altiforni. Contrariamente a quanto avevano sollecitato le amministrazioni comunali della zona alcuni mesi fa, pare che l'azienda, non avendone l'obbligo di legge, non voglia far sottoporre facoltativamente a Via (Valutazione di impatto ambientale) la procedura, e stia anzi per ottenere il nulla osta dalla Regione, a meno che le osservazioni, che si possono presentare entro il prossimo 3 agosto, non raggiungano lo scopo di far introdurre nuove prescrizioni. Un obiettivo che si sono dati i componenti del Coordinamento provinciale gestione e strategia dei rifiuti, che vogliono sollecitare gli enti locali a presentare proprie osservazioni al fine di non garantire semaforo verde all'intera procedura. «Non possono essere i cittadini ad assumersi questa responsabilità fa sapere Giacomo Pippolo, di Fanna, membro del Coordinamento -: le varie amministrazioni che avevano invocato la Via, non avendo ottenuto dal cementificio una risposta affermativa, devono mettere ora i bastoni tra le ruote e ottenere una verifica preventiva della situazione già esistente, perché l'uso del Cdr andrebbe a incidere negativamente in un'area già afflitta da grave inquinamento». «La questione dell'inceneritore e i dati della ricerca del professor Tretiach, dell'Università' di Trieste, non stupiscono si spiega meglio Pippolo -, bensì possono confermare la nostra convinzione che le pratiche di incenerimento sono inquinanti. Sarebbe stato interessante poter avere anche a disposizione parallelamente, almeno nell'arco degli ultimi dieci anni, una indagine epidemiologica scientifica sulla salute dei cittadini, in particolare dei bambini e degli anziani». Secondo Pippolo, «la pedemontana pordenonese sta diventando il ricettacolo di industrie e realtà ad alto impatto ambientale con le presenze ormai pluridecennali della base di Aviano, dei cementifici di Fanna e Travesio, dell'inceneritore di Spilimbergo, della mega discarica della Cossana, della zona industriale di Maniago, con gli ultimi arrivi della Bioman (da 280 mila tonnellate all'anno) e dell'enorme fonderia di alluminio Pandolfo». Pippolo rammenta inoltre che «non paghi di tutto questo, rincarando la dose, ci si appresta a bruciare rifiuti speciali nella Cementizillo di Fanna, mentre il nostro, fresco di nomina, assessore regionale all'ambiente, Elio De Anna, non propone di meglio, per questo ormai martoriato territorio, che la costruzione di un altro inceneritore nello spilimberghese». Emblematica la conclusione cui giunge il Coordinamento, per voce dello stesso Pippolo: «Cosa dire, se non riproporre la frase che, solo qualche mese fa, risuonava in maniera sinistra nell'aula consigliare del comune di Fanna: Non fateci morire a norma di legge». L.P. Martedì 21 Luglio 2009, IL CDR (l.p.) Il combustibile derivato dai rifiuti (Cdr), traduzione dell'acronimo inglese Rdf (Refuse Derived Fuel), è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe. Secondo le normative italiane vigenti (in particolare il decreto legge 22/1997 e successive modifiche e integrazioni), il Cdr viene ottenuto tramite processi volti a eliminare i materiali non combustibili (vetro, metalli, inerti) e la frazione umida (la materia organica come gli scarti alimentari, agricoli, etc.). LA PARTE SECCA La parte secca dei rifiuti non adatta alla combustione e non recuperabile in altro modo viene raccolta e accantonata, dopo essere stata raggruppata in unità di dimensioni e peso standard, e destinata alla discarica o al riciclaggio. Il Cdr può essere bruciato in forni industriali di diverso genere non specificamente progettati a questo scopo, come quelli dei cementifici, per i quali può essere un combustibile economicamente vantaggioso. |
![]()
| IL GAZZETTINO,
Domenica 19 Luglio 2009 SPILIMBERGO «Gli studi sono stati riconosciuti dallArpa». Sul caso previsto un vertice in Provincia. Mercurio, il prof "sfida" il sindaco. Sul presunto inquinamento interviene lUniversità: tutte le istituzioni sapevano Le dichiarazioni del sindaco di Spilimbergo, Renzo Francesconi, sul caso di contaminazione da mercurio nel suo comune e nel limitrofo territorio di San Giorgio della Richinvelda, hanno portato il professor Mauro Tretiach, dell'Università di Trieste, a rilasciare alcune precisazioni. «Credo che in tutti questi anni di attività sul territorio, le persone e le istituzioni con cui sono entrato in contatto possano testimoniare come io abbia sempre tenuto un atteggiamento molto attento alla forma e alla sostanza è la premessa -. Non sono portato allallarmismo. Prima di rilasciare un'intervista al Gazzettino, avevo informato tutti i vari attori chiamati in causa dal sindaco, egli compreso. La tesi di Fabio Candotto Carniel è stata svolta in stretta collaborazione con Arpa. Tutto il lavoro analitico è stato svolto dai laboratori Arpa, e quindi è automaticamente certificato - puntualizza Tretiach -. I dati sul contenuto di metalli, a cui si fa riferimento nella tesi, erano stati anticipati via fax alle diverse istituzioni il 23 aprile, e sono contenuti, e ampiamente commentati, in una relazione tecnico-scientifica di 77 pagine del 27 maggio, a firma di tutte le persone che hanno partecipato alla ricerca. Tale relazione è stata presentata il giorno successivo in una riunione allArpa di Pordenone. Poiché il Comune di Spilimbergo era assente, una copia è stata spedita e protocollata il 10 giugno». Il docente continua: «Il sindaco questo lo sa benissimo, perché la relazione ce laveva sul tavolo quando lho incontrato, il 29 giugno scorso, su mia richiesta, per illustrargli i contenuti e avvertirlo che la notizia sarebbe diventata di dominio pubblico quando la tesi fosse stata discussa». Nella lettera di richiesta di approfondimenti si spiega, ad esempio, che il rispetto dei limiti non garantisce necessariamente lassenza di un problema ambientale, e che lidentificazione della sorgente è ovviamente un fatto probabilistico, «ma nel nostro caso la probabilità, purtroppo per Mistral, è molto alta. Cè infatti una convergenza di indizi che lasciano pochi margini di incertezza». Il docente universitario sottolinea come i dati siano ufficialmente acquisiti dalle varie istituzioni già da qualche mese, ma la notizia esce sulla stampa solo ora «grazie a un atteggiamento che la dice lunga sulla prudenza che abbiamo mantenuto». Tretiach sottolinea inoltre che «non sarà il sindaco, o chi per lui, a stabilire se i dati raccolti sono validi. Il giudizio sarà espresso dagli specialisti che partecipano ai convegni scientifici o dal pubblico di prestigiose riviste scientifiche (un articolo sulla ricerca effettuata è attualmente in fase di referaggio per Es&t, ndr). È strano che Francesconi si senta rassicurato dalle generiche dichiarazioni degli amministratori della Mistral, e non presti invece fede alle conclusioni a cui è giunta una équipe di ricercatori dopo 10 anni di osservazioni sul territorio. Sono sicuro che il sindaco me ne darà ragione alla riunione convocata per giovedì dallassessore allAmbiente di Pordenone». Per la cronaca, la commissione di laurea ha attribuito il massimo dei punti alla tesi di Candotto Carniel, che si è laureato venerdì con 110 e lode. Lorenzo Padovan |
SPILIMBERGO
«Gli studi sono stati riconosciuti dallArpa». Sul
caso previsto un vertice in Provincia |
![]()
SPILIMBERGO
Dopo i dati
delluniversità di Trieste, la Mistral ribadisce:
«Rispettiamo la normativa». «Mercurio nel terreno,
subito un vertice». Lo chiede il sindaco di San Giorgio
della Richinvelda: «Attenzione alla salute pubblica» |
| IL GAZZETTINO,
Giovedì 16 Luglio 2009, Terreni inquinati, allarme mercurio. Spilimbergo, il rischio verrebbe dal termovalorizzatore. Dati raccolti dallateneo di Trieste Spilimbergo Verrà discussa domani, al Dipartimento di Scienze della vita delluniversità di Trieste, una tesi sperimentale di Biologia ambientale, svolta in collaborazione con l'Arpa dipartimento di Pordenone, su un caso di inquinamento da mercurio nei comuni di Spilimbergo e San Giorgio della Richinvelda. Dopo un anno di ricerche, Fabio Candotto Carniel, sotto la guida del professor Mauro Tretiach e della dottoressa Clorinda Del Bianco, ha potuto sostanziare un'ipotesi che era suggerita dai risultati di un precedente studio commissionato dalla Provincia di Pordenone. La nuova indagine, durata dal maggio al novembre 2008, ha previsto il trapianto di campioni di licheni prelevati in una zona pulita della Carnia, in una trentina di stazioni distribuite su unarea di circa 112 chilometri quadrati, compresa tra i greti di Cellina e Tagliamento. Le analisi del materiale esposto, condotte dai laboratori Arpa di Pordenone e Udine, hanno dimostrato un aumento significativo di sette elementi in traccia. Solo il rame e il mercurio hanno però fatto registrare valori veramente preoccupanti. Mentre laumento del rame sembra legato ai trattamenti anticrittogamici di alcune colture, la vite in primis, quello del secondo deriva questa la conclusione della tesi dalle emissioni in atmosfera del termovalorizzatore Mistral di Tauriano. «È quanto abbiamo sempre ipotizzato - dichiara il professor Tretiach, autore dei due monitoraggi precedenti - perché il primo monitoraggio, ancora nel 1999, era stato condotto subito prima dellentrata in funzione dellimpianto, e i valori di concentrazione in zona erano risultati estremamente bassi; dopo otto anni però, cioè quando abbiamo condotto il secondo monitoraggio, erano stati osservati valori tra i più elevati in assoluto per tutto il territorio nazionale. Questa nuova indagine di Candotto Carniel aggiunge il docente -, per le modalità con cui è stata condotta, conferma che nel 2008 era ancora in atto un importante rilascio di mercurio e ci permette di concludere che il rispetto dei limiti di emissione non è certamente sufficiente a prevenire un aumento potenzialmente pericoloso di questo elemento nellambiente». Il termovalorizzatore, situato nella zona industriale del Cosa, immediatamente a sud est di Spilimbergo, tratta rifiuti provenienti da attività artigiane, tra cui vernici, e rifiuti ospedalieri; sarebbero proprio questi ultimi la fonte più probabile di mercurio. «Per fortuna la città di Spilimbergo non è direttamente interessata dal fenomeno - continua Tretiach -: i valori più elevati sono stati osservati sempre a sud ovest dellimpianto, in particolare in una stazione a circa 500 metri in linea darea dal Mistral; purtroppo sono fortemente anomali: per trovare qualcosa di analogo bisogna andare sul monte Amiata, in Toscana, dove, per quasi un secolo, hanno estratto e lavorato il cinabro, il minerale da cui si ricava il mercurio». Valori elevati sono stati riscontrati in tutta la zona intorno a Barbeano, fino a Rauscedo, e ciò sarebbe compatibile con la direzione prevalente dei venti notturni. Il problema dovrebbe passare ora alle autorità sanitarie e alla Direzione ambiente della Regione, che dovranno valutare leffettivo rischio per la salute ed eventualmente proporre ladozione da parte di Mistral di modifiche ai sistemi di controllo delle emissioni. Lorenzo Padovan |
| IL GAZZETTINO Sabato
11 Luglio 2009 MANIAGO Discarica
Cossana, via alle verifiche per ampliamento e biogas (F.D.P.) Scadrà l11 agosto il termine per presentare eventuali osservazioni al Comune in merito allannunciato ampliamento della discarica in località Cossana. Il quinto lotto prevede grosse novità, anzitutto lutilizzo da subito del biogas per produrre energia elettrica. Tradotto in soldoni, potrebbe significare un risparmio consistente per le tasche dei maniaghesi. Il che, in un momento di crisi conclamata come quello attuale, che a qualcuno pare solo psicologica, potrebbe dare un attimo di respiro a tanti concittadini. Lufficio Ambiente ha infatti depositato nelle scorse ore la documentazione, ai sensi e per gli effetti della normativa vigente, per lavvio della procedura di verifica di assoggettabilità della variante n. 26 al piano regolatore generale. Si tratta del progetto generale del quinto lotto con tanto di progetto preliminare e variante urbanistica, nonché del rapporto ambientale relativo alla modifica della zonizzazione necessaria per lampliamento della Zona per servizi e attrezzature collettive" finalizzato, appunto, alla realizzazione del quinto lotto della discarica per rifiuti non pericolosi già esistente. Gli obiettivi restano quelli «di garantire ancora per un quinquennio i benefici che sinora liniziativa ha garantito specifica il rapporto - e cioè da un lato un servizio ambientale allambito provinciale e dallaltro i benefici economici ricavati dallamministrazione, da utilizzare a favore della comunità locale». È sotto il profilo così definito strategico che paiono esserci novità dato che lamministrazione intende consolidare tali benefici per il futuro in modo ancora meno impattante per lambiente, tramite lo sfruttamento energetico del sito spiega ancora il rapporto -. La variante è infatti collegata nellimmediato allutilizzo del biogas di discarica per la produzione di energia elettrica e nel futuro al possibile utilizzo delle ampie superfici disponibili, vincolate alla destinazione per almeno 30 anni, per linstallazione di pannelli fotovoltaici di conversione energetica dellenergia solare. Resta da capire se le finalità del progetto saranno coerenti con lo sviluppo sostenibile della comunità in termini ambientali, sociali ed economici. |
![]()
| MANIAGO Discarica Cossana, via alle verifiche per ampliamento e biogas Sabato 11 Luglio 2009, (F.D.P.) Scadrà l11 agosto il termine per presentare eventuali osservazioni al Comune in merito allannunciato ampliamento della discarica in località Cossana. Il quinto lotto prevede grosse novità, anzitutto lutilizzo da subito del biogas per produrre energia elettrica. Tradotto in soldoni, potrebbe significare un risparmio consistente per le tasche dei maniaghesi. Il che, in un momento di crisi conclamata come quello attuale, che a qualcuno pare solo psicologica, potrebbe dare un attimo di respiro a tanti concittadini. Lufficio Ambiente ha infatti depositato nelle scorse ore la documentazione, ai sensi e per gli effetti della normativa vigente, per lavvio della procedura di verifica di assoggettabilità della variante n. 26 al piano regolatore generale. Si tratta del progetto generale del quinto lotto con tanto di progetto preliminare e variante urbanistica, nonché del rapporto ambientale relativo alla modifica della zonizzazione necessaria per lampliamento della Zona per servizi e attrezzature collettive" finalizzato, appunto, alla realizzazione del quinto lotto della discarica per rifiuti non pericolosi già esistente. Gli obiettivi restano quelli «di garantire ancora per un quinquennio i benefici che sinora liniziativa ha garantito specifica il rapporto - e cioè da un lato un servizio ambientale allambito provinciale e dallaltro i benefici economici ricavati dallamministrazione, da utilizzare a favore della comunità locale». È sotto il profilo così definito strategico che paiono esserci novità dato che lamministrazione intende consolidare tali benefici per il futuro in modo ancora meno impattante per lambiente, tramite lo sfruttamento energetico del sito spiega ancora il rapporto -. La variante è infatti collegata nellimmediato allutilizzo del biogas di discarica per la produzione di energia elettrica e nel futuro al possibile utilizzo delle ampie superfici disponibili, vincolate alla destinazione per almeno 30 anni, per linstallazione di pannelli fotovoltaici di conversione energetica dellenergia solare. Resta da capire se le finalità del progetto saranno coerenti con lo sviluppo sostenibile della comunità in termini ambientali, sociali ed economici. |
![]()
| MANIAGO. Continua on line il botta e risposta
sulle false promesse tra Francesco Venier e Renzo Saccon Nuova sfida sul San Lorenzo. Il Comitato Sos chiede il confronto pubblico sulla questione della cava Martedì 30 Giugno 2009, Maniago Il Comitato Sos San Lorenzo sfida lamministrazione guidata dal sindaco Alessio Belgrado «a un contraddittorio pubblico in data, sede e moderatore a sua scelta, per chiarire una volta per tutte le reciproche posizioni in merito alla questione della cava». Linvito è stato indirizzato pubblicamente al capogruppo di maggioranza, Francesco Venier, da parte del Comitato che ha scelto il portale maniaghesi.it per dichiarare la totale disponibilità di Sos a quello che potrebbe trasformarsi in un duello dialettico stile Mezzogiorno di fuoco. A sorpresa si riaccende dunque come una fiammata estiva la polemica tra maggioranza Belgrado e Comitato Sos San Lorenzo, nonostante laccordo reso noto già da qualche tempo tra i Comuni di Maniago e Frisanco e la Zillo. Chi come il Comitato per anni ha continuato a battersi per la difesa del monte non ha evidentemente ancora digerito il tradimento consumato ed evidenziato anche dalle minoranze, che nel corso degli ultimi consigli comunali hanno sottolineato le false promosse della maggioranza da chi attualmente guida lamministrazione comunale di Maniago. Lennesimo scontro tra Francesco Venier, capogruppo di maggioranza, e Renzo Saccon, portavoce del Comitato, si è consumato pubblicamente nelle scorse ore, attraverso la mailing list de La Lama collegata al sito www.maniaghesi.it. Una schermaglia quella tra i due che dura da diversi mesi e che negli ultimi tempi è nuovamente salita di tono. Ma Venier non ci sta a passare per voltagabbana: «non siamo riusciti a fermare del tutto la cava che Poggioli & C. ci hanno voluto imporre, ma abbiamo smontato una enorme fetta del progetto (quasi un terzo) voluto dalla giunta di Di Bernardo. Sai quanti sono 1 milione 800mila metri cubi? Sono 300 mila camion di calcare in meno, sono circa 10 milioni di tonnellate di cemento in meno ricorda a Saccon - più di 5 anni di cava in meno». «Il Comitato ha affermato che sarebbe stato meglio lasciargli mangiare per intero la montagna come prevedeva il progetto approvato dall'amministrazione Illy-Di Bernardo. Non ti pare che sarebbe il caso di spiegare a tutti in che modo questo farebbe l'interesse del San Lorenzo? In ogni caso conclude Venier rivolgendosi a Saccon - se avevi la ricetta per fermare tutto, se eri capace di fare più di quanto abbiamo fatto noi, perché non lo hai fatto?». Della questione si potrebbe ora tornare a parlare in un dibattito pubblico, questa volta tra amministrazione Belgrado e Comitato, dopo che nelle scorse settimane un altro incontro alla cittadinanza era clamorosamente saltato a tre giorni dallora stabilita, ovvero il faccia a faccia tra vecchia e nuova amministrazione, sempre sulla questione della cava di San Lorenzo. Fabio Della Pietra |
![]()
| MANIAGO Il monitoraggio dellaria in zona
deve essere continuo e i dati forniti in tempo reale «Pericolo fumi, la Regione ci tuteli» Il Consiglio chiede garanzie sullimpianto Zillo che usa rifiuti come combustibile Mercoledì 24 Giugno 2009, Maniago Il Cementificio di Fanna si appresta a bruciare nel suo forno il cdr, ovvero i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, utilizzando questi rifiuti come combustibile. A fronte di questo, il consiglio comunale di Maniago, su richiesta del gruppo Maniago ai Cittadini, ha approvato all'unanimità un documento attraverso il quale chiede alla Regione di non autorizzare l'uso di cdr, almeno fintanto che non saranno date garanzie sulle modalità di controllo dei fumi. Il documento ha sintetizzato le proposte fatte con la mozione di Maniago ai cittadini e quella di Maniago al centro. «La Zillo, per risparmiare sul combustibile e probabilmente anche per incassare i fondi previsti per chi usa combustibili alternativi, si appresta infatti a bruciare nel suo forno 90 tonnellate al giorno di rifiuti spiega Pio De Angelis (Maniago ai cittadini) - per un totale annuo di più di 30mila tonnellate e questo non può essere permesso senza un ferreo, costante e continuo controllo». Il monitoraggio «però, non può essere fatto dal cementificio, o da una stazione di rilevamento posta a terra come avviene ora, ma deve avvenire attraverso sonde ai camini ha sottolineato De Angelis -, che devono mandare in continuo, e in tempo reale, i risultati a un terminale elettronico che deve essere installato appositamente nel municipio di Maniago oltre che all'Arpa di Pordenone». Una condizione imprescendibile la cui mancanza porterebbe il cementificio a diventare «un inceneritore senza controllo e non si può permettere che Maniago diventi una nuova Taranto. L'uso del cdr nei forni dei cementifici è attività purtroppo autorizzata dallo Stato, ma poiché fra i fumi emessi dalla combustione dei rifiuti possono esserci sostanze cancerogene come i furani e la diossina, non è concepibile che i controlli non vengano fatti in continuo ed in tempo reale». Anche perché «l'emissione di sostanze tossiche interesserebbe principalmente la zona di Campagna di Maniago ed è quindi indispensabile che in Comune giungano in automatico tutte le informazioni riguardanti gli inquinanti emessi, in modo da poter intervenire immediatamente se dovesse servire per bloccare l'attività». Il rischio per la salute dei maniaghesi, evidenziato nelle scorse settimane anche dal Comitato Sos San Lorenzoo, è quanto il consiglio ha inteso come pericolo «una volta che si dovesse iniziare a bruciare questo materiale, mi auguro che la giunta Belgrado mantenga almeno questa volta ha chiosato De Angelis - gli impegni presi e che anche la nuova giunta di Fanna non si accontenti dei dati che comunica la Zillo». L'unanimità raggiunta in Consiglio a Maniago fa comunque ben sperare, per dar corso agli impegni presi resta tuttavia necessario convocare urgentemente una riunione della commissione consiliare ambiente con l'assessore provinciale, la Zillo, l'Arpa e l'assessore regionale, per capire quali sono i veri intendimenti dellazienda, ha concluso De Angelis. Fabio Della Pietra |
![]()
| MANIAGO La vicenda della cava ha monopolizzato
la seduta, poi aggiornata a lunedì. Lopposizione
ha chiesto le dimissioni dellintero esecutivo San Lorenzo, elmetto consegnato al sindaco Polemica e accuse reciproche in Consiglio comunale. Poggioli a Belgrado: «Avete mentito ai cittadini» Venerdì 19 Giugno 2009, Maniago Annamaria Poggioli passa le consegne e cede al sindaco Alessio Belgrado «lelmetto per continuare a scavare che, nel dossier San Lorenzo, il capogruppo di maggioranza Francesco Venier mi aveva fatto indossare in perfetto stile berlusconiano». «L'aver consegnato nelle mani del sindaco l'elmetto da cantiere è, al di là delle polemiche, segno di riconoscimento che la via seguita da noi era corretta e senza alternative concrete», la replica. Un coup de théâtre in segno di protesta, quello inscenato ieri sera in Consiglio dal neocapogruppo del Partito democratico (nel dibattito sulla mozione presentata dallo stesso Pd sulla cava, documento bocciato da maggioranza, a favore Pd e Per Maniago) nei confronti dellAmministrazione, rea di aver mentito sul San Lorenzo sapendo di mentire. Tanto che Poggioli ha chiesto le immediate dimissioni di sindaco e giunta. Ultimi botti sullancora aperta questione cava. Pende ancora un ricorso al Tar presentato dal comitato Sos San Lorenzo (laltro il Comune lo ha ritirato). «Quello della cava campagna elettorale 2007 diventò il cavallo da cavalcare con grande furbizia da parte dellattuale maggioranza ha tuonato Poggioli -. Alcuni esponenti, ieri consiglieri dopposizione e oggi in giunta, tanto per non fare nomi Borgatti e Milanese, avevano addirittura dichiarato che si sarebbero messi fisicamente di traverso alle ruspe della cementeria se solo avessero intaccato il monte». «Mai detto nulla del genere ha ribattuto Enio Borgatti, zitto invece Massimo Milanese e la verità dei fatti non la potete snaturare». «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare ha proseguito il vicesindaco Cristian Fiorot ma non è corretto oggi scaricare le responsabilità». Finito così? «Nel vostro programma elettorale parlavate di abrogazione della variante 16 ha accusato Carrozzi (Per Maniago) -, potevate anche approvare una variante alla variante ma non lavete fatto. E stride oggi la posizione di Lega e An rispetto a quella di un tempo». «Il nostro è stato un impegno nella legittimità della legge ha tuonato il consigliere di maggioranza Nicola Callegari per tutelare monte e ambiente nel pieno rispetto del nostro programma». «Le parole di Borgatti sono voli pindarici ha ribattuto il consigliere Gilberto Brun (Pd) -, meno di così non si poteva fare». «Siamo arrivati al capolinea ha chiosato Poggioli -. Ammettete di esservi rimangiati ciò che avevate promesso è lultimo sassolino - e che non avete fatto quello che potevate. Perché gli strumenti per dire di no alla Zillo li avevate. Ammettetelo e continueremo a rispettarvi, siate onesti e ritireremo la richiesta di dimissioni». Ennesimo rinvio a lunedì alle 18.30, anziché le due mozioni sul cdr (combustibile derivato da rifiuti), una presentata dallopposizione (Maniago ai cittadini) laltra dalla maggioranza (Maniago al centro). Fabio Della Pietra |
![]()
| MANIAGO In Consiglio Rifiuti speciali. fronte del "no". Progetto del cementificio Giovedì 18 Giugno 2009, Che il forno della cementeria Zillo di Fanna non si debba trasformare in un inceneritore per bruciare i rifiuti speciali, mettendo così a rischio la salute pubblica dei cittadini del comprensorio, lo aveva già chiesto e a gran voce il Comitato Sos San Lorenzo. La questione, che avrebbe dovuto essere affrontata dal consiglio comunale di Maniago ancora il 12 maggio scorso, tornerà in primo piano questa sera durante le assise municipali convocate alle 19. Annunciata la presenza tra il pubblico degli attivisti del Comitato Sos e, stando alle ultime indiscrezioni, anche di una rappresentanza di operai della Zillo, sindacati compresi. Due le mozioni in discussione presentate, luna dal gruppo consiliare dopposizione Maniago ai cittadini guidato da Pio De Angelis sul progetto di incenerimento di rdf nel forno del cementificio di Fanna, laltra da Maniago al centro, che invece sostiene la maggioranza Belgrado, sul progetto di utilizzo di cdr (combustibile derivato da rifiuti) noto anche come rdf (refuse derived fuel). Va detto, peraltro, che il Comitato Sos San Lorenzo aveva fissato un incontro pubblico per il 23 maggio che prevedeva su questi temi - Maniago oggi e domani, tra salute & ambiente era il titolo della serata - il confronto tra vecchia e nuova amministrazione di Maniago. Evento clamorosamente saltato tre giorni prima (e rinviato a data da destinarsi) a causa dellimprovvisa revoca della concessione della sala nella Casa della gioventù da parte della stessa associazione parrocchiale. I membri del Comitato saranno presenti ai lavori di questa sera per ricordare allintero consiglio di difendere la propria comunità dalla prevaricazione della Regione predisponendo un ordine del giorno - avevano dichiarato - che obblighi lente regionale a revocare la concessione ed a coinvolgere nella vicenda le comunità interessate. Lassise di questa sera inizierà con la surroga della consigliera Franca Quas, ora sindaco di Andreis, al suo posto tra i banchi maniaghesi del Pd Lucio Sabadin. Si entrerà poi nel vivo del dibattito con ben 7 mozioni presentate da Maniago ai cittadini (3), Maniago al centro (la lista civica che sostiene la maggioranza Belgrado, 3) e Pd (1). Tra gli altri argomenti in discussione Maniago ai cittadini affronta la questione della bonifica del terreno inquinato a valle del depuratore del Nip in località zona golenale del torrente Colvera, oltre che delle regole circa la convocazione delle assise municipali. Il Pd ritorna sulla cava di San Lorenzo e Maniago al centro presenta una mozione per iniziativa di solidarietà alle popolazione terremotate della Regione Abruzzo e una sulla nuova organizzazione dellArpa. Fabio Della Pietra |
![]()
| MANIAGO «Nessun
guadagno» Bioman, dopo i plausi è lora della polemica De Angelis teme per lambiente IL GAZZETTINO / Domenica 7 Giugno 2009, |
![]()
| Faccia a faccia Belgrado-Di
Bernardo A Maniago il 23 maggio incontro tra sindaco ed ex per parlare di cava, salute e ambiente Martedì 12 Maggio 2009, Maniago Un "faccia a faccia" tra Alessio Belgrado ed Emilio Di Bernardo che indubbiamente provocherà scintille perché a confrontarsi - per la prima volta pubblicamente - saranno rispettivamente lattuale sindaco di Maniago e lex primo cittadino (dal 98 al 2007) per un contraddittorio che, partendo dallargomento tabù della cava del San Lorenzo, si allargherà poi ad affrontare le prospettive future in termini di salute ed ambiente legate alla città delle coltellerie. Ad organizzare lappuntamento il Comitato Sos San Lorenzo che, con un volantino, sta informando la popolazione della cittadina e dei paesi limitrofi che lo storico evento si terrà sabato 23 maggio alle 18 alla Casa della gioventù. «Per la maggioranza Belgrado il silenzio è doro. Infatti, in silenzio, forse per il timore di farsi scoprire afferma il portavoce di Sos San Lorenzo, Renzo Saccon -, la giunta maniaghese ha approvato il piano di decapitazione del San Lorenzo. Ciò venendo meno alle promesse fatte anche recentemente dai vari Borgatti, Venier, Milanese, Fiorot che dichiaravano assoluta contrarietà a quel progetto. Certo incalza Saccon -, c'è un accordo mediato dalla Regione per un progetto ridotto, tuttavia oggi il sindaco Belgrado ha approvato esattamente quanto aveva approvato il suo predecessore». Chi pensava che con il recente accordo tra Zillo e Comuni di Maniago e Frisanco il comitato anti cava sarebbe rientrato nellanonimato, ha sbagliato. Sos San Lorenzo ha chiesto formalmente allamministrazione Belgrado «la definizione di un incontro urgente con professionisti autonomi per illustrare le gravi problematiche sanitarie» collegate al fatto che «la Regione ha accolto, con una rapidità sorprendente, la richiesta del cementiere per bruciare rifiuti speciali». Il tutto, stando sempre al Comitato, «contro una sentenza della Corte europea Forse il baratto per qualche metro cubo di monte in meno?». Nel frattempo secondo il comitato anticava l'amministrazione di Maniago sta «sottovalutando il pericolo che ne potrebbe conseguire» e che potrebbe coinvolgere «la popolazione non solo di Campagna e Dandolo, ma di tutto il territorio comunale». E anche su questa ulteriore delicata questione, la stessa amministrazione Belgrado si starebbe muovendo, stando sempre al Comitato, «tardivamente e, ancora una volta, senza alcun coinvolgimento popolare». Tornando al faccia a faccia tra Belgrado e Di Bernardo del prossimo 23 maggio, Sos ha intitolato lo storico appuntamento "Maniago oggi e domani, tra salute & ambiente". Sono stati inoltre invitati per la passata amministrazione gli ex assessori Stefano Carrozzi e Annamaria Poggioli (oggi consiglieri di opposizione), per quella attualmente in carica lassessore allambiente Enio Borgatti ed il capogruppo di maggioranza Francesco Venier, che su delega diretta del sindaco ha sempre seguito più che da vicino la questione San Lorenzo. Ma il clou dellevento sarà certamente il confronto tra sindaco attuale ed ex, Di Bernardo avrebbe già dato piena disponibilità a partecipare. Fabio Della Pietra |
![]()
| Zillo, le polveri
investono Maniago È Il comune più interessato dalle emissioni in atmosfera. I dati resi noti dallArpa Giovedì 30 Aprile 2009, Maniago (lp) È Maniago il comune maggiormente investito dalle emissioni in atmosfera della Cementizillo: lo si evince, senza alcun dubbio, dai dati diffusi ieri, a Fanna, nel corso della conferenza annuale relativa al monitoraggio in continuo delle polveri e degli agenti inquinanti del sito produttivo. Per cercare di correre ai ripari e di avere un quadro attendibile della situazione, l'assessore maniaghese all'Ambiente, Enio Borgatti, ha chiesto e ottenuto ampie rassicurazioni dall'Arpa sul trasferimento della centralina, attualmente ubicata nel piazzale antistante il ristorante "Al giardino", a Fanna. Un sito inidoneo, in quanto le osservazioni dei flussi dei venti hanno dimostrato come le correnti prevalenti siano quelle nord-sud: in soldoni, il centro abitato maggiormente interessato dalle polveri sottili e dalle emissioni in genere, non è Fanna, come si è sempre creduto, ma Maniago, frazione di Campagna in testa. Per studiare l'effettivo impatto, nei prossimi mesi sarà disposto il trasloco della centralina, così da avere riferimenti precisi sul tasso di inquinamento cui il paese è sottoposto, «anche perché hanno spiegato i funzionari dell'Arpa ci sono anche nuovi siti produttivi, insediatisi più o meno recentemente a Maniago, che vanno monitorati». Quanto ai dati dell'indagine annuale, la Zillo ha evidenziato come le emissioni provenienti dal camino principale (l'unico sotto controllo 24 ore su 24 e che rappresenta il 50 per cento degli inquinanti dispersi nell'atmosfera) siano tutte abbondantemente al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Dati confermati anche dalle misurazioni autonome dell'Arpa. In premessa, sia il sindaco Maria Grazia Girolami sia l'assessore Marco Mendizza, hanno sottolineato l'importanza di un monitoraggio approfondito e costante degli agenti inquinanti da estendere progressivamente a tutti i 34 punti di emissione in atmosfera presenti nel sito. «Non subordinare mai la ricerca al profitto ha dichiarato il sindaco -. Chiediamo a Regione (di cui si è lamentata l'assenza dell'assessore Lenna), Provincia e Arpa di individuare strumenti sempre più idonei e d'intervenire ciascuno per il proprio livello di competenza a garanzia della salute dei cittadini, della salubrità dell'aria e della salvaguardia dell'ambiente». Mendizza ha richiesto inoltre di «approfondire le quantità di micro inquinanti e continuare con controlli anche nelle aree circostanti». Da registrare anche la protesta di un cittadino di Fanna, Giacomino Pippolo, che ha lamentato la scarsa informazione che viene fornita alla popolazione. |
![]()
| Cava, timori sul
combustibile usato. Maniago, sindacato in municipio.
Informazioni ai residenti sullenergia derivata dai
rifiuti Giovedì 23 Aprile 2009, Maniago «Solleciteremo lazienda a trovare siti alternativi al San Lorenzo»: è limpegno assunto dalle organizzazioni sindacali in prospettiva alla conclusione dellultima escavazione sul monte prevista in quindici anni ed annunciato ieri a margine del vertice in municipio convocato dal sindaco di Maniago, Alessio Belgrado. «Nel corso dellincontro ha affermato Daniele Morassut della Cisl provinciale è stato fatto un ulteriore ragionamento sul progetto che dovrebbe prevedere lutilizzo di combustibili derivati dai rifiuti alternativi a quelli che si stanno attualmente utilizzando». «Abbiamo sottolineato che lItalia è il paese leader nella produzione di cemento in Europa, disponiamo di tecnologie necessarie per lavorare in sicurezza ha proseguito Morassut -. Su questo aspetto vi è la necessità di coinvolgere la popolazione fornendo tutte le informazioni a carattere tecnico per assicurare che ciò che si va a bruciare non è pericoloso per la salute dei cittadini». Una questione molto delicata per la quale la Zillo «è costantemente monitorata dallArpa regionale con la verifica fumi. Lazienda da questo punto di vista non è insensibile, ecco perché siamo intenzionati a promuovere uniniziativa per mettere a disposizione di tecnici non di parte le informazioni per gestire anche questo tipo di problemi». Il rappresentante della Cisl torna poi sullimportante accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra Zillo, Comuni di Maniago e Frisanco: «Si è chiusa una partita che giudichiamo in modo molto positivo, che ha donato maggiore tranquillità ai lavoratori ed alle loro famiglie. Un altro dato fondamentale riguarda la scelta dellazienda di restare sul territorio rendendosi altresì disponibile al confronto anche su altri temi. La Zillo ha detto che lo stabilimento strategico è quello di Fanna». Nei prossimi giorni la giunta maniaghese «produrrà una delibera in cui si impegna a ratificare il progetto, la Zillo poi entro tre mesi presenterà il piano con le modifiche al progetto di escavazione così come previsto dallaccordo». Insomma «è prevalsa la risposta importante allemergenza occupazionale che ci poteva essere. Lintesa sottoscritta va incontro alle esigenze dei cittadini di vivere in un ambiente decoroso, accogliendo due questioni molto delicate, ovvero una escavazione non così importante e la tutela delloccupazione». «Il Comune di Maniago ci ha chiesto ha concluso Morassut di proseguire nel rapporto instaurato, anche perché ci vorrà circa un anno per lattuazione del percorso delineato. Sindacato e lavoratori faranno la loro parte». Fabio Della Pietra |
![]()
| CAVA San Lorenzo, la
polemica trasloca su Facebook Mercoledì 22 Aprile 2009, Maniago (fdp)La scia di polemiche conseguente allaccordo tra Comune e Zillo sulla cava di San Lorenzo continua a lasciare pesanti strascichi. Ad accusare il Comitato Sos di aver pronunciato affermazioni gratuite che non danno il giusto riconoscimento alla difficile azione intrapresa dalla maggioranza Belgrado che un risultato pur lo ha raggiunto è il capogruppo di maggioranza Francesco Venier, già membro co-fondatore dello stesso Comitato. Venier ha scelto di esprimersi attraverso il gruppo Maniago e Maniaghesi su Facebook, in risposta a quanto dichiarato dal Comitato Sos San Lorenzo nei giorni scorsi. Ed è proprio al portavoce dei cittadini anti-cava, Renzo Saccon, che Venier si rivolge sottolineando la gratuità del giudizio sul lavoro svolto dallamministrazione Belgrado nonché il misconoscimento di un risultato che, se anche non ha azzerato la cava, la ha grandemente ridotta. Ho letto sul Gazzettino che il Comitato ribadisce la richiesta di dimissioni della maggioranza che avevate già avanzato lo scorso anno afferma Venier rivolgendosi direttamente a Saccon -. Ora dite che secondo voi non abbiamo fatto niente per il San Lorenzo. Ritengo che prima di dire che tutto il lavoro che abbiamo fatto non esiste, dovreste dire in cosa siamo mancati. Quali azioni che avrebbero salvato il monte non abbiamo compiuto?. Secondo Venier in mancanza di una proposta concreta e alternativa il vostro resta un semplice sfogo di rabbia e frustrazione, legittimo ma privo di basi. E per cortesia non venirmi a dire che la popolazione è stata tenuta alloscuro incalza Venier rivolto sempre a Saccon -. Credo non esista un solo maniaghese che non fosse pienamente consapevole del problema, una riunione pubblica in più o in meno non avrebbe cambiato nulla né in termini di informazione né in termini di efficacia della azione amministrativa in difesa del monte. |
![]()
| MANIAGO Otto mesi di
trattative con la Cementizillo e la convinzione che se
nel 2003 la posizione del Comune fosse stata diversa la
montagna si sarebbe salvata Cava San Lorenzo, lamministrazione si difende Il capogruppo di maggioranza ,Venier: «Siamo riusciti a ridurre drasticamente la portata del disastro» Martedì 21 Aprile 2009, Spilimbergo «Questo risultato non è ciò che speravamo di ottenere, il mancato azzeramento della cava lo viviamo come una sconfitta, ma abbiamo - come promesso - fatto tutto ciò che era umanamente e legittimamente possibile per fermarla». Dopo settimane di silenzio, a fronte di una trattativa tra Comune di Maniago e Zillo di quasi otto mesi, il capogruppo di maggioranza Francesco Venier zittisce le polemiche: «Siamo profondamente soddisfatti di essere riusciti a ridurre drasticamente la portata di quel disastro». Il sindaco Alessio Belgrado ringrazia consiglieri e assessori dell'attuale giunta e maggioranza per il comportamento responsabile che hanno assunto: «Il lavoro fatto è il massimo che si poteva nelle attuali condizioni e nella situazione ereditata. Tutti insieme ci siamo assunti la responsabilità di portare fino al massimo consentito la tutela del San Lorenzo. Per fare qualcos'altro bisognava solo andare oltre la legge, cosa che non faremo mai». Quanto alla minoranza Venier precisa che «il risultato ottenuto deve essere andato di traverso se la reazione non è andata al di là della scontata richiesta di dimissioni. Non possiamo accettare ulteriori mistificazioni da parte di chi è responsabile integralmente dello stupro ambientale che comunque si compirà sul San Lorenzo, anche se in misura moto minore di quanto desiderassero i nostri predecessori». E richiama «linstancabile lavoro negoziale» e «il supporto politico dell'amministrazione regionale» grazie ai quali il Comune di Maniago «è riuscito a ridurre drasticamente il progetto della Cementizillo». Un risultato che ha portato alla «riduzione di oltre 1 milione 800mila metricubi della cava, un terzo del totale, in massima parte in comune di Maniago, da 4 a 3 degli stralci della coltivazione della cava», alla diminuzione «di un terzo della durata dello scavo e dell'impatto sulla cima», nonché al «quasi annullamento dell'impatto sul profilo del monte visto dalla pianura». «Se nel 2003 la posizione del Comune fosse stata quella attuale, la montagna si sarebbe potuta salvare del tutto con certezza». Tuttavia «siamo convinti che nessuno avrebbe potuto ottenere di più. La forza dellavversario dal punto di vista del diritto era soverchiante e il fatto che Zillo abbia accettato di scendere a compromessi lo si deve ad una serie di fattori tra i quali anche lazione del comitato. conclude Venier -. Questo è un risultato clamoroso e certamente inatteso da chi, come il professor Di Bernardo, convinto di averci reso impossibile modificare il suo disegno, fermandomi per strada mi disse "Ride bene chi ride ultimo". Rida pure». Fabio Della Pietra |
![]()
| San Lorenzo, la rabbia
del Comitato A Maniago il portavoce Saccon ciede le dimissioni di sindaco, giunta e maggioranza Domenica 19 Aprile 2009, Maniago Il Comitato Sos San Lorenzo chiede formalmente le dimissioni del sindaco Alessio Belgrado, dellintera giunta e di tutta la maggioranza. Una reazione durissima, ma non certo inattesa, rispetto allaccordo appena sottoscritto tra Zillo e Comuni di Maniago e Frisanco. «Il lungo calvario del monte San Lorenzo è così, forse, giunto alla fine. Con una firma pilatesca posta davanti a un'ambigua Regione, il cementiere edil sindaco di Maniago hanno decretato la morte del nostro piccolo monte, che subirà quella decapitazione tenacemente voluta dal trio Di Bernardo Poggioli - Carrozzi». Sono le prime amare parole espresse dal portavoce del comitato, Renzo Saccon. «Con la scomparsa del caratteristico profilo a cappello del Doge, scompariranno anche una parte della storia e dei ricordi di tantissimi maniaghesi che finiranno in pasto al forno della Cementizillo assieme ai rifiuti, in nome del profitto e di una politica indifferente alla volontà popolare». Saccon non risparmia le critiche ai componenti della maggioranza Belgrado, ricordando «le lacrime di coccodrillo versate dai soliti ipocriti che molto potevano, ma che nulla hanno fatto», aggiungendo «sofferenza a chi ha duramente lottato e creduto ingenuamente in un nuovo corso della politica locale». Tuttavia, «è giunto ora il tempo che ognuno mantenga fede alla parola data e renda conto degli impegni presi pubblicamente». La prima campana suona per lassessore allambiente Enio Borgatti per il quale, afferma Saccon, «deve essere certamente un giorno triste per lo "stupro ambientale" della decapitazione del San Lorenzo, stupro che ironia del destino è firmato proprio da chi l'ha definito tale, ma anche per la storia personale di Borgatti avendo, assieme al capogruppo Venier, dato origine all'azione di difesa del nostro monte oltre 3 anni fa». Il secondo rintocco è proprio per Francesco Venier, cofondatore di Sos, «eletto dai cittadini con l'obiettivo di salvare il San Lorenzo e divenutone invece il suo necroforo dopo aver barattato politicamente il ricorso del Comune per "qualche metro cubo" di scavo in meno». La terza e la quarta campana sono «per gli assessori Massimo Milanese e Cristian Fiorot, viste le loro posizioni di difesa ad oltranza del nostro simbolo storico e paesaggistico». In coerenza con lazione incessante portata avanti in questi anni, Sos «chiede coerenza da parte di tutti, in prima fila al sindaco Alessio Belgrado, e formalizza la richiesta di dimissioni della maggioranza civica che governa Maniago». Ciò perché nulla sarebbe stato fatto per salvare il San Lorenzo, «nonostante le dichiarazioni dei massimi esponenti della stessa in ordine alla difesa del monte, nonostante le ripetute sollecitazioni del Comitato finalizzate al coinvolgimento delle popolazioni». Infatti, conclude amaramente Saccon, «l'odierno risultato palesa l'insufficienza dell'azione intrapresa, dimostrando così anche una incapacità nel rispondere adeguatamente al mandato popolare ricevuto per la salvaguardia del nostro monte». Fabio Della Pietra |
![]()
| «Così abbiamo garantita
loccupazione» Sabato 18 Aprile 2009, Maniago (f.d.p.) «Meglio un compromesso che porti a rapporti sempre migliori e improntati alla storica collaborazione, che una lunga guerra legale». Sono le prime parole pronunciate ieri da Giovanni Zillo Monte Xillo, presidente del cementificio padovano, il quale ha evidenziato che «l'interesse della Cementizillo era quello di poter andare avanti con l'impianto. Abbiamo preferito rinunciare ad una parte di escavazione pur di garantire il livello occupazionale e avere la possibilità di avere ancora alcuni anni davanti, durante i quali avremo tutto il tempo di considerare altre soluzioni, ma che riguarderanno unicamente per il reperimento del materiale, in quanto l'impianto sorge in una posizione strategica e viene sempre portato ad esempio di funzionalità, sicurezza e misure d'avanguardia, con tecnologie moderne e sistemi di monitoraggio unici nel loro genere». Zillo ha altresì sottolineato «il proficuo rapporto con l'amministrazione comunale, che ha tenuto una posizione lineare e, pur nelle divergenze, ha sempre cercato più il dialogo che lo scontro. Quanto alla crisi economica mondiale, mi piace ricordare come l'azienda sia solida - ha evidenziato il presidente - e come ci si sia dati da fare per superare i momenti più delicati senza mai andare a intaccare i livelli occupazionali e addirittura senza ricorrere alla cassa integrazione o ad altri ammortizzatori sociali». |
![]()
| MANIAGO Strascico di
polemiche politiche dopo laccordo fra azienda e
amministrazioni «Cava, due anni di inutili promesse» Il Pd chiede agli assessori che hanno difeso il San Lorenzo di dimettersi Sabato 18 Aprile 2009, Maniago «È opportuno che a questo punto qualcuno che siede sui banchi della maggioranza, e che con arroganza e presunzione si è autoeletto paladino di una causa che non è riuscito a difendere, faccia un atto di coraggio e di umiltà e si dimetta». Sono le prime pungenti reazioni, la voce è di Annamaria Poggioli (Pd), a seguito dellaccordo sottoscritto tra Zillo e i Comuni di Maniago e Frisanco. «Mi aspetto atti conseguenti rincara la dose Stefano Carrozzi (Per Maniago) da chi il San Lorenzo lo aveva difeso strenuamente anche di recente: mi riferisco agli assessori Borgatti e Milanese, al capogruppo Venier e al vice sindaco Fiorot, dato che laccordo siglato disattende quello che avevano millantato». Poche ore dopo lo storico contratto sottoscritto tra amministrazione maniaghese, frisanchina e Cementizillo, fioccano polemiche destinate ad avere eco per molto tempo. «Una conclusione annunciata per lex candidata sindaca Annamaria Poggioli -, epilogo di una vicenda che la maggioranza Belgrado ha trascinato per ben due anni dalla sua elezione, ben sapendo, e questo è grave, che indietro non sarebbe tornata nonostante i proclami e le promesse, tutte vanificate». «Con questo accordo viene ratificato ciò che la giunta precedente (guidata da Emilio Di Bernardo, ndr) aveva correttamente impostato con Regione e azienda per addivenire alla migliore soluzione possibile sostiene Carrozzi Siamo contenti per la conclusione soprattutto per le maestranze, anche se quella che viene sbandierata è una vittoria di Pirro, non fa altro che portare una minima riduzione nellescavazione che non va ad intaccare il piano». I mesi trascorsi «sono serviti solo per prendere tempo, per tergiversare in modo inconcludente incalza ancora Poggioli -: la verità è che sindaco e maggioranza stavano studiando come indorare la pillola che ora dovrà essere amaramente ingoiata dai cittadini che hanno creduto a quei proclami elettoralistici sulla salvezza del San Lorenzo, strumentali solo alla vittoria delle elezioni». Resta ora da capire, posto che la Zillo permarrà sul territorio per una quindicina danni, «cosa laccordo sottoscritto comporti in termini di minor gettito finanziario per le casse comunali afferma Carrozzi -. Quanto allazienda, ha portato a casa un risultato importante che ne tutela le maestranze». Ma la pillola più indigesta è quella «che dovranno ingoiare ancora più amaramente i componenti del Comitato Sos San Lorenzo conclude Poggioli - che ingenuamente, ma seriamente, hanno creduto a quella battaglia che non si è rivelata altro che uno specchietto per allodole abilmente utilizzato da questa amministrazione». Fabio Della Pietra |
![]()
| Cava San Lorenzo, firmato
laccordo Maniago e Fanna danno il via libera alla Zillo. Lo scavo sarà più rispettoso della montagna Venerdì 17 Aprile 2009, Maniago È stato sottoscritto ieri, nella sede della Regione a Udine, l'accordo tra i Comuni di Maniago e Frisanco e la Cementizillo spa di Fanna, in relazione alla cava San Lorenzo. L'intesa prevede una minor riduzione, di una decina di metri, della cima del monte San Lorenzo rispetto a quanto previsto dal progetto originario e un quantitativo di materiale estratto pari ad un terzo rispetto al totale già previsto. Da 6 a poco più di 4 milioni di metri cubi, cioè 1 milione 270 mila metri cubi in meno in comune di Maniago e 500 mila in meno in quello di Frisanco. L'accordo contempla un minor tempo di escavazione e ripristino, fissato in quattro anni. L'amministrazione di Maniago si impegna, in attesa del nuovo progetto, a dare parere favorevole a quello originario, rinunciando al ricorso al Tar. La Zillo rinuncia da parte sua all'azione di rivalsa e si obbliga a presentare, entro tre mesi alla Regione, il progetto definitivo di variante contenente le nuove prescrizioni. Progetto peraltro già depositato in questi giorni in forma preliminare, al protocollo degli uffici municipali. Pertanto il nuovo progetto andrà a sostituire quello originario denominato Claupa. A garanzia del rispetto di quanto sottoscritto, Zillo rilascerà al Comune di Maniago una fideiussione di un milione di euro. L'assessore regionale all'Ambiente, Vanni Lenna, che ha svolto una lunga opera di mediazione, si è dichiarato soddisfatto del raggiungimento dell'accordo «per l'equilibrio fra amministrazione e Cementizillo, che fa sintesi da un lato della necessità dell'azienda di investire e di tutelare l'aspetto occupazionale, e dall'altro tutela gli interessi dell'amministrazione, che intende salvaguardare e ridurre l'impatto ambientale». Lenna ha anche ripercorso l'excursus della vicenda, che partiva da un muro contro muro, ed è giunto ad un accordo «che rappresenta il trionfo del buon senso, con delle reciproche concessioni rispetto alla base di partenza». «Diamo atto della disponibilità dell'azienda ha commentato, invece, il sindaco Belgrado -, che ha capito la posizione del Comune e ha recepito alcune delle sue istanze. Rispetto ad un anno fa, cioè alla posizione iniziale, lo scenario è completamente mutato, per cui alcuni elementi che inizialmente potevano essere gestibili, come l'occupazione tra diretti e indotto sono in ballo circa 300 posti di lavoro -, attualmente hanno pesato molto di più sull'accordo raggiunto». «Pur prevedendo l'acuirsi delle polemiche conclude Belgrado - in questa vicenda va rilevata la positività dell'intesa, ma non vanno dimenticati i ristrettissimi margini di manovra che l'amministrazione aveva a disposizione, posto che il percorso era stato definito dai precedenti amministratori comunali». Alla sigla del protocollo hanno partecipato anche l'assessore regionale Elio De Anna, il sindaco di Frisanco Angelo Bernardon, il presidente del Consiglio comunale Gaetano Scalone, il responsabile dell'ufficio tecnico Roberto Bevilacqua, il presidente della Cementizillo Giovanni Zillo Monte Xillo e il dirigente dell'azienda Paolo Destro. La prossima settimana è in programma un incontro di Belgrado coi sindacati dello stabilimento fannese. Fabio Della Pietra |
| IL GAZZETTINO Mercoledì
18 Marzo 2009 Cava e lavoro,
vertice a Trieste Maniago, si tratta su un nuovo progetto per salvare i posti e il profilo del San Lorenzo Zillo, Regione e Comune stanno studiando una
nuova ipotesi di variante che accolga le richieste della
maggioranza Belgrado di ridurre limpatto dello
scavo sul San Lorenzo, salvaguardando al contempo i 200
posti di lavoro del cementificio di Fanna. È quanto
emerso a Trieste dal vertice a tre tenutosi in Regione
cui hanno partecipato i tecnici dei rispettivi enti. |
| MANIAGO Patto per salvare
i 200 posti di lavoro e per tutelare lambiente Cementizillo, tavolo a tre Alleanza di Belgrado con i sindaci di Frisanco e Fanna Martedì 10 Marzo 2009, I sindaci di Maniago e Frisanco sottoscrivono un patto di alleanza per salvare i 200 posti di lavoro della Zillo e tutelare la valenza ambientale del monte San Lorenzo. Nessun contrasto, dunque, tra Alessio Belgrado e Angelo Bernardon che andranno avanti allinsegna della concertazione che sarà allargata anche al sindaco di Fanna, Mariolina Girolami. A breve ci sarà un vertice a tre fra i sindaci interessati alla questione San Lorenzo. Lincontro tra Alessio Belgrado e Angelo Bernardon si è svolto nei giorni scorsi. Sul tappeto la questione del monte San Lorenzo e lampliamento della cava di Claupa da parte della Cementizillo di Fanna. Una tematica oltremodo delicata sulla quale da giorni si inseguono notizie e precisazioni, a fronte anche della lettera inviata dai vertici Zillo allamministrazione maniaghese nella quale si paventa il rischio di chiusura dellimpianto entro il primo semestre del 2010. Negli ultimi tempi, infatti, il dibattito sulla cava di San Lorenzo si è fatto più che mai intenso con, da una parte, le organizzazioni sindacali e i lavoratori che temono per l'occupazione. Dall'altra l'amministrazione comunale di Maniago, sempre più inflessibile sulla necessità di ridurre l'impatto delle attività di scavo. «Si è trattato di un faccia a faccia molto positivo e cordiale ha detto il sindaco di Maniago, Alessio Belgrado -. Frisanco e Maniago faranno azioni concertate, con l'obiettivo di considerare il problema in un unico contesto, che tenga presente sia la valenza ambientale, sia quella occupazionale, sia ancora i benefici che le amministrazioni locali hanno dalla presenza di questa attività». Belgrado ha altresì fatto sapere che la partita verrà allargata anche a Fanna, terzo Comune coinvolto territorialmente dalle attività o della Zillo, seppure la questione più spinosa riguardi gli altri due enti locali dove sorge la cava. Nell'occasione si parlerà anche delle ultime voci che stanno preoccupando la cittadinanza sulla volontà della Zillo di utilizzare il combustibile da rifiuto per alimentare limpianto. Tornando alla questione della cava di San Lorenzo, Alessio Belgrado ha precisato che «il sindaco di Frisanco è stato informato del fatto che la Regione sta seguendo con particolare interesse questa fase, cioè gli sviluppi che si stanno prefigurando attorno alle ipotesi di variante che il progetto originario dovrà recepire». Fabio Della Pietra |
![]()
| Le emissioni non
conoscono confini FANNA Preoccupa la possibilità del recupero di energia attraverso il combustibile da rifiuto Cementificio, i timori del paese Giovedì
5 Marzo 2009, |
![]()
| IL GAZZETTINO, Sabato 28 Febbraio 2009 |
![]()
![]()
![]()
![]()
| IL GAZZETTINO, Sabato 28 Febbraio 2009 FRISANCO Il paese teme per il futuro dopo
lannuncio della possibile chiusura della
Cementizillo e lindecisione dei vicini. Il caso
discusso in consiglio «Oltre ad esprimere grossa apprensione
per la preannunciata probabile chiusura della
Cementizillo che porterebbe alla perdita di posti di
lavoro anche in Val Colvera, sono preoccupato anche per
le entrate che nelleventualità non perverrebbero
al Comune di Frisanco. Se tale ipotesi dovesse
concretizzarsi, Frisanco non potrà fare a meno di
chiedere i danni al Comune di Maniago». |
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
| IL GAZZETTINO, Venerdì 27 Febbraio 2009 MANIAGO Pd e "Per Maniago" contro la
maggioranza dopo la lettera al sindaco in cui il
presidente della Zillo minaccia di chiudere
lattività entro il 2010 Scoppia la bufera dopo la lettera
inviata dai vertici della Zillo al sindaco di Maniago. La
maggioranza «esca dallangolo in cui si è
colpevolmente cacciata e faccia un atto responsabile:
approvi il progetto licenziato dalla Regione per poi
trattare con lazienda sul piano di escavazione,
come del resto era anche nelle nostre intenzioni».
Lex assessore al bilancio Stefano Carrozzi (Per
Maniago) chiede alla maggioranza del sindaco Belgrado
interventi urgenti per salvaguardare i duecento posti di
lavoro della Cementizillo. |
![]()
![]()
![]()
![]()
| IL GAZZETTINO, Giovedì 26 Febbraio 2009, IL SINDACO BELGRADO L'amministrazione di Maniago non si
sente destinataria di alcun ultimatum da parte della
Zillo con la quale prosegue un dialogo corretto e
proficuo. Lo sostiene il sindaco, Alessio Belgrado,
che non intende entrare nel gioco delle parti, rigettando
qualsiasi inutile spirito polemico e
ribadendo il concetto fondamentale: «La tutela dell'occupazione
è un elemento importante, la cui responsabilità va
condivisa fra tutti gli attori che traggono beneficio da
questa situazione - sostiene il primo cittadino -, ma è
indubbio che è un problema tutto e solo di Maniago dare
risposte concrete al mandato che, meno di due anni fa,
gli elettori ci hanno affidato, dicendo chiaramente cosa
pensano della vicenda. Facendo finta che questo secondo
elemento non esista, non si agevola il lavoro». Il
sindaco ribadisce che lamministrazione ha
intrapreso una strada che coniuga le esigenze dell'occupazione
e quelle della salvaguardia del San Lorenzo. Al di fuori
di questa strada non ce ne sono altre». Quanto al
prossimo incontro, Belgrado precisa che sarà convocato
presto: «In realtà - precisa - volevamo calendarizzarlo
in questi giorni, coinvolgendo anche la Regione, ma è
entrato in vigore il decreto 152 in materia ambientale
che considera la variante alla stregua di un nuovo
progetto. Ciò significa dilatare i tempi. L'azienda sta
ipotizzando la propria proposta al Comune (finora nulla
di ufficiale è pervenuto in municipio, ndr)». Quanto
all'ipotesi circolante in alcuni ambienti della città
secondo cui lazienda Zillo starebbe cercando di
forzare la mano, nel tentativo di trovare un alibi
rispetto ad uneventuale crisi occupazionale, che
non sarebbe figlia del fatto specifico della cava ma
originata dalla congiuntura economica internazionale,
Belgrado è schietto: «Non ho alcun elemento a sostegno
di queste tesi. Con la Zillo c'è sempre stata chiarezza
e lealtà: elementi che continueranno a caratterizzare il
nostro rapporto. Ognuno sta facendo la propria parte -
incalza -: non c'è stato alcuno stop e nessun
allungamento dei tempi come qualcuno, per ottenere
visibilità, vorrebbe far credere». Il sindaco Belgrado
chiosa lanciando un monito ai sindacati: «Ognuno deve
prendersi le proprie responsabilità: pensando di
tutelare gli interessi legittimi di chi critica il
comportamento dell'amministrazione non si lavora per
favorire il raggiungimento di un accordo tra le parti».
Da quanto si è appreso, nell'economia generale della
vicenda, la Regione considererebbe essenziale un
riconoscimento formale delle tesi del Comune di Maniago. |
![]()
![]()
![]()
![]()
| IL GAZZETTINO, Giovedì 26 Febbraio 2009 Cava,
timori tra i duecento addetti Cresce la preoccupazione dei lavoratori
della Cementi Zillo di Fanna. Il giorno dopo lultimatum
dellimpresa allamministrazione comunale di
Maniago ("Via libera allampliamento della cava
sul monte San Lorenzo, oppure entro il primo semestre
2010 si chiude") i dipendenti si sono ritrovati in
assemblea. I timori aumentano sia tra i cento addetti
diretti del cementificio sia nellindotto in cui
operano altre cento persone tra camionisti, manutentori.
Circa duecento posti di lavoro sarebbero messi in serio
pericolo nel caso in cui il Comune maniaghese non dovesse
autorizzare entro tempi ragionevoli lampliamento
del sito di escavazione. «È ormai da troppo tempo -
sbotta Viviano Cosolo a capo del sindacato provinciale
degli edili della Cisl - che si discute di quest vicenda.
E mentre la politica continua a prendere tempo per
cercare delle soluzioni che avrebbero dovuto già essere
trovate i lavoratori si trovano di fronte al dubbio. Si
chiedono se nei prossimi mesi il loro lavoro ci sarà
ancora. E nel grave momento di difficoltà generale
delleconomia che coinvolge anche il comparto delle
costruzioni rischia di aggiungersi unulteriore
incognita dovuta alla non decisione della politica e
dellente pubblico». |
![]()
![]()
![]()
![]()
| IL GAZZETTINO, Giovedì 26 Febbraio 2009,
LITE SUL MONTE La polemica sul monte San Lorenzo era iniziata già con la scorsa amministrazione Di Bernardo. La giunta Belgrado appena insediata ha fatto retromarcia bloccando, di fatto e non senza divisioni interne, liter autorizzativo sullampliamento della cava sull cima del monte. Mentre ci sono le autorizzazioni della Regione e del Comune di Frisanco mancano ancora quelle maniaghesi. POSTI
A RISCHIO |
![]()
![]()
![]()
![]()
| IL GAZZETTINO Mercoledì 25 Febbraio
2009, MANIAGO Lazienda al Comune:
«Rischiamo di restare senza materia prima, danni per
loccupazione» |
![]()
![]()
![]()
![]()
|
![]()
![]()
![]()
![]()
IL GAZZETTINO Sabato 24 Gennaio 2009,
|
![]()
![]()
![]()
![]()
IL GAZZETTINO Venerdì 16 Gennaio 2009, MANIAGO De Angelis:
«Chiediamo la convocazione perchè se la maggioranza
rifiuta di portarlo allattenzione di tutti
significa che vuole nascondere le diverse posizioni
sullaccordo» |
MESSAGGERO
VENETO 15 gennaio 2009 |
IL GAZZETTINO Giovedì 15
Gennaio 2009, |
IL GAZZETTINO Mercoledì 14
Gennaio 2009, |
IL GAZZETTINO Martedì 13
Gennaio 2009 |
IL
GAZZETTINO Sabato 10 Gennaio 2009 |
MESSAGGERO VENETO Martedì 6 gennaio 2009 |
|
|
|
La
regione Friuli Venezia Giulia ha dato il nulla osta al
progetto definitivo della Zillo
|
|
|
|||||
|
|||||
|
|||||
| Giovedì 11 Dicembre 2008 Il Gazzettino Edizione Pordenone
|
Il Gazzettino 06 11 08 |
POLEMICA |
Bioman, tecnologia d'avanguardia e meriti della vecchia giunta |
Maniago (fdp)La Bioman, il nuovo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con tanto di opere accessorie, è merito esclusivo della lungimiranza della precedente amministrazione Di Bernardo. Lo evidenziano gli ex assessori Annamaria Poggioli, Gilberto Brun e Franca Quas, unitamente all'ex capogruppo di maggioranza Ilario Dessoni. I consiglieri del Partito democratico di Maniago ricordano all'amministrazione oggi guidata dal sindaco Alessio Belgrado che fu quella passata ad accordare l'insediamento della Bioman in città, impianto altamente tecnologico che recupera rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate come scarti di cucina, verde da sfalci d'erba - e rifiuti agroindustriali con produzione di energia elettrica rinnovabile. Noi della passata maggioranza sapevamo bene che l'impianto maniaghese è tra i primi d'Europa per raffinata tecnologia e all'avanguardia per assenza di inquinamento sostengono-. Meno male che il terzo millennio della Maniago di Poggioli sarebbe stato fondato su cave, fonderie, compostaggi e discariche, come proclamava nel dossier San Lorenzo l'economista aziendale Francesco Venier, così si firmò, oggi capogruppo di maggioranza, unitamente al resto del gruppo. Poggioli ha però oggi l'impressione che assisteremo allo stesso epilogo per la vicenda San Lorenzo , per la quale nemmeno uno dei provvedimenti annunciati in campagna elettorale è stato ancora attuato. Peccato per chi in buona fede ci ha creduto, poiché i proclami elettoralistici mi sembrano di mese in mese affievolirsi. |
| Il Gazzettino 02 11 08 |
| CAVA SAN LORENZO |
| Pd: «Ormai è inutile l'appello a
Tondo» |
| Maniago (F.D.P.) Il Pd
ritiene inutile la richiesta sottoscritta dal resto dell'opposizione
(Maniago ai cittadini, Per Maniago e Italia dei valori)
di organizzare un consiglio straordinario con la
partecipazione del presidente Renzo Tondo sul caso Cava.
«Per quanto ci riguarda - affermano i consiglieri
Gilberto Brun, Ilario Dessoni, Annamaria Poggioli e
Franca Quas - pensiamo che la visita del presidente Tondo
a questo punto non serva. È solo ed esclusivamente la
giunta Belgrado che si deve assumere la responsabilità
di una decisione». Il direttivo del Pd conferma inoltre
quanto trapelato nei giorni scorsi ovvero che la Zillo ha
lanciato un ultimatum all'amministrazione: «o si sblocca
la situazione autorizzando l'ampliamento della cava o si
chiude». In sostanza «la maggioranza non può più
perdere tempo come ha fatto finora, fra 6 mesi la
Cementizillo si trasferisce altrove, lasciando a piedi
centinaia di lavoratori». La responsabilità di questa
situazione ricade dunque sul groppone della maggioranza
«che non ha mai intrapresa la strada della
partecipazione. Stando alle dichiarazioni del sindaco, la
giunta sta lavorando lontano dai clamori a un accordo
segreto con la Cementizillo per trovare una soluzione che
assicuri la salvaguardia dell'ambiente e al contempo i
posti di lavoro». Il Pd ricorda però «che all'interno
della giunta Di Bernardo e dell'intera maggioranza, a suo
tempo si era aperta un'ampia discussione, cercando di
anticipare i tempi e dando modo ai vari attori di
muoversi nella direzione più opportuna». Brun, Dessoni, Poggioli e Quas sono «convinti di aver fatto la cosa giusta, nella consapevolezza che solo l'assunzione di responsabilità da parte degli amministratori potesse salvaguardare il monte San Lorenzo, coniugando un forte controllo sui progetti presentati dalla Cementizillo , un impatto ambientale ridotto ai minimi termini, la salvaguardia dei posti di lavoro e una tempistica tale da dichiarare l'autorizzazione a scavare definitivamente l'ultima». Ma da che pulpito vien la predica? |
| Il Gazzettino - Mercoledì 29
Ottobre 2008 Edizione Pordenone FANNA In Regione è arrivata la richiesta per usare il combustibile, il caso approda in Consiglio comunale |
| Energia dai rifiuti, polemica sulla Cementizillo |
| Fanna (lor.pad.) Nel recente Consiglio comunale di Fanna si è discusso dello spinoso tema legato all'ipotesi di utilizzo, da parte della Cementizillo , di combustibile derivante dai rifiuti, il famoso Cdr. Durante le assise, la minoranza ha chiesto spiegazioni sullo stato dell'arte. L'assessore all'Ambiente, Marco Mendizza, ha ribadito che al momento si tratta solo di una richiesta di autorizzazione che la cementeria ha avanzato alla Regione, affinché la realtà produttiva potesse entrare nel novero delle aziende che possono bruciare questo tipo di materiale per produrre calore. A stoppare nascenti polemiche ci ha pensato il consigliere di maggioranza, Flavio D'Agnolo, già assessore all'Ambiente: «La discussione mi pare inutile ha sentenziato -: questa assemblea municipale ha già espresso in passato il proprio parere contrario all'utilizzo del Cdr nella locale cementeria. Quello è e resta il punto fermo e di partenza per qualsiasi discussione. Una deliberazione che tutti gli organi competenti devono tenere nell'adeguata considerazione, proprio perché viene dall'ente locale territoriale». Quanto agli equilibri di bilancio, è emersa la disponibilità di circa 8 mila euro, con i quali sarà sistemato l'impianto di riscaldamento del municipio. Per quanto riguarda invece i nuovi interventi che l'amministrazione comunale ha intenzione di realizzare negli immobili pubblici, la spesa totale si aggira sui 250 mila euro. Per la sala operaia saranno spesi 150 mila euro per una manutenzione complessiva dell'immobile, dopo che i cittadini hanno provveduto, in modo del tutto volontario, alla ritinteggiatura dei locali. |
| Il Gazzettino 23/10/08 |
| MANIAGO Lopposizione chiede chiarimenti sul San Lorenzo alla giunta regionale |
| «Cava, Tondo venga in Consiglio» |
| Maniago Convocare al
più presto un consiglio comunale straordinario al quale
partecipi in prima persona il presidente della Regione
Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, al fine di conoscere
le posizioni dell'ente regionale rispetto al progetto di
ampliamento estrattivo sul monte San Lorenzo, ma anche
per apprendere quali siano le iniziative che la giunta
Tondo intende realizzare e/o stia realizzando unitamente
alla giunta e maggioranza di Maniago relativamente al
progetto di escavazione.È quanto contenuto nell'ordine
del giorno presentato ieri dai gruppi consiliari di
minoranza Maniago ai Cittadini, Per Maniago e Italia dei
Valori e sottoscritto dai capigruppo Pio De Angelis,
Stefano Carrozzi e Francesca Tomasini. Singolare l'assenza
del Partito democratico. Sulla questione torna anche il Comitato Sos San Lorenzo che «resta sulle posizioni ormai note: il San Lorenzo non si tocca più. Il continuo valzer di numeri sull'occupazione afferma il portavoce Renzo Saccon- sta diventando una farsa. Il nostro ricorso resta, certi come siamo che la normativa è stata ampiamente disattesa e pertanto la Via, che di fatto consente alla Zillo di continuare il massacro del nostro monte, è da rifare, coinvolgendo in modo vero e approfondito le popolazioni interessate». De Angelis, Carrozzi e Tomasini non conoscono al momento né «le eventuali modifiche del progetto di scavo» tantomeno le «azioni che la giunta sta realizzando per dare seguito ai solenni impegni presi nei confronti di Maniago e dei maniaghesi in campagna elettorale e in consiglio comunale». E incalzano: «Per quanto a noi noto il ricorso presentato al Tar dalla giunta avverso alla delibera di giunta regionale, che faceva proprio la valutazione positiva Via, ha prodotto come unico risultato un contro ricorso al Tar medesimo da parte della giunta regionale per resistere in giudizio contro il sindaco Belgrado e la sua giunta». F.D.P. |
| Il Gazzettino:18 10 08 MANIAGO La trattativa per tutelare sia lambiente che i posti di lavoro rimane però "top secret" |
| San Lorenzo, si va verso l'accordo |
| Comune e Cementizillo stanno per definire in maniera bonaria la questione della cava |
| Maniago
(R.P.)Comune di Maniago e Cementizillo sarebbero vicine a un accordo per definire in maniera bonaria la vicenda della cava sul monte San Lorenzo. La notizia ha una portata straordinaria se si pensa che sulla vicenda esistono ricorsi al Tar ancora pendenti e da anni si è costituito un comitato per la salvaguardia della montagna tanto cara ai maniaghesi. Dal municipio, bocce cucite, anche e soprattutto da parte del sindaco, Alessio Belgrado. «Non sono abituato a commentare indiscrezioni giornalistiche e non inizierò a farlo nemmeno ora. Stiamo parlando di una vicenda di una delicatezza estrema, che richiede tatto. In ogni caso, semmai ci fossero novità, non le darei alla stampa, dopo il polverone che da anni si solleva sulla questione della cava. Saranno la giunta e il consiglio comunale le sedi opportune e istituzionali dove discutere di eventuali sviluppi di una trattativa che, ed è l'unica cosa che posso confermare, va avanti da tempo e sottotraccia, perché siamo abituati a perseguire la politica del fare e non quella dei proclami». Nonostante il riserbo del sindaco, c'è la certezza che l'accordo sia ormai imminente e c'è grande curiosità per conoscerne i contenuti, perché in palio ci sono da un lato la tutela ambientale dell'area in cui si devono andare a fare le escavazioni, e dall'altro la difesa dell'occupazione di circa duecento persone, che salgono a quasi trecento con l'indotto e le società appaltatrici di servizi all'interno del cementificio. Per saperne di più occorrerà dunque attendere i prossimi giorni, dato che Belgrado è parso irremovibile nel non voler fornire conferme o dettagli sulla trattativa in corso. Circostanza questa che non infittisce affatto il mistero, ma lo semplifica: è evidente, infatti, che se le parti sono in prossimità della stipula dell'accordo hanno tutto l'interesse a tenere un profilo basso, cosicché gli unici a poter essere al corrente degli sviluppi sono persone che sono legate all'una o all'altra delle parti in causa, come accaduto in questo caso. Le prime avvisaglie che si era entrati nella fase decisiva della trattativa si erano avute qualche settimana fa, quando in municipio, a Maniago, è giunto il conte Govanni Zillo Monte Xillo, fondatore dell'impero patavino del cemento. Da quel giorno sono stati chiari a tutti lo stretto legame del magnate con la terra friulana e la volontà delle parti di superare le resistenze, trovando un punto d'incontro che garantisse reciproci vantaggi. |
| IL GAZZETTINO 07 09 08 MANIAGO Ieri lincontro a Udine tra il
presidente e il sindaco Belgrado per parlare della
principali problematiche del territorio e del monte San
Lorenzo . Tondo: «Task force per sciogliere il nodo
cava» |
| Messaggero Veneto - 31
luglio 2008 pagina 08 sezione: PORDENONE Cava, i tempi delle delibere non quadrano
|
| 27/06/08 FRISANCO Il sindaco difende la Cementizillo, illustrando uno studio fatto dalluniversità «Nessun inquinamento da zinco» Frisanco Il sindaco di Frisanco Angelo Bernardon prende la parola in merito all'inquinamento ambientale imputato alla Cementizillo nel forum maniago.info, portando a conoscenza uno studio appena presentato dalla Provincia di Pordenone dal quale spuntano delle curiosità. «Il settore tutela ambientale della Provincia e il dipartimento dell'università di Biologia dell'Università di Trieste hanno condotto una verifica sulla deposizione di metalli nella Pedemontana Pordenonese sui licheni come bioaccumulatori», riassume Bernardon. Lo studio è stato effettuato in cinque aree: tra queste, quella denominata A, riguarda nello specifico la zona di Fanna e dintorni. L'indagine ha avuto per oggetto la presenza o meno dei metalli depositati sui licheni, confrontandola con un analoga operazione condotta nel 1999. «I risultati - riporta Bernardon - vanno contro l'opinione di molti, che ritengono altamente inquinante proprio l'attività del cementificio: rispetto al 1999, ben cinque elementi sono risultati avere una media più bassa, due sono rimasti praticamente invariati, mentre solo tre hanno fatto registrare un aumento significativo. Tra questi, il più problematico è certamente lo zinco, perché i rimanenti due, rame e nichel, non hanno comunque valori eccessivamente elevati. Al contrario - aggiunge - valori elevati di Zn sono stati registrati un po' dovunque in questa area di studio, con un massimo in corrispondenza del settore sud-occidentale, nell'area industriale di Maniago». E presenta la conclusione dell'indagine: «Va sottolineato comunque che non è stato rilevato alcun pattern specifico negli immediati dintorni dell'impianto target, né è stata rilevata alcuna correlazione statisticamente significativa tra i valori di alcun metallo e la distanza delle stazioni dall'impianto stesso. Si può certamente escludere l'impianto quale fonte dalla contaminazione diffusa da zinco», sottolinea, aprendo così un nuovo tavolo di confronto con chi avversa la cava. Anna Vallerugo |
| IL GAZZETTINO 23/06/08 I dati del 2007 messi a confronto con quelli del 1999: inquinamento sopra la media nazionale I licheni "spiano" l'ambiente Indagine su cinque siti industriali del territorio per individuarne lo stato di salute Agricoltura e impianti produttivi sono la causa dell'aumento dell'inquinamento da nichel, zinco, mercurio e rame che in alcune località della Pedemontana pordenonese raggiunge percentuali preoccupanti, collocate al di sopra della media nazionale. È la sintesi preoccupante del monitoraggio condotto nel 2007 dal dipartimento di Biologia dell'Università di Trieste, su incarico della Provincia. Il "biomonitoraggio" prende in considerazione campioni di licheni di cinque aree campione dell'area pedemontana, al fine di verificare l'entità della deviazione dai valori naturali delle concentrazioni di metalli potenzialmente tossici. Il risultato dell'indagine divulgativa (chiunque può chiederne una copia all'ente provinciale, ndr) è stato messo a confronto con quelli emersi da un precedente studio del 1999, rivelando una realtà non molto rassicurante. La presentazione, curata dai biologi Mauro Tretiach ed Elena Basso, nella sede della Provincia ha preso avvio dall'identificazione delle aree interessate, che comprendono alcune importanti attività industriali individuate dalla committenza: Fanna (cementificio Cementizillo ), Travesio (cementificio Unicem), Spilimbergo (inceneritore Mistral), Rauscedo (fornaci Nuova Crovato), Arzene (fornaci Ermacora). Come risulta dallo studio, i dati evidenziano che «le aree di studio non sono sottoposte in genere a una ricaduta particolarmente elevata di metalli. I pattern distributivi non sembrano essere riconducibili direttamente alle emissioni degli impianti, con l'eccezione del mercurio nell'area C (Spilimberghese), in quanto solo per questo metallo è stata riscontrata una correlazione statisticamente significativa tra concentrazioni misurate e distanza delle stazioni dall'impianto target». Un netto peggioramento interessa anche le zone E (Rauscedo) ed F (Arzene), perché esiste una correlazione statisticamente significativa con la distanza rispetto alla zona industriale Cosa, alle fornaci e ai cementifici. Ma non è l'unico metallo "assorbito" dalla natura spugnosa dei licheni, organismi simili ai funghi e alle alghe: «Il Nichel costituisce il rilevamento con maggiore concentrazione registrato negli ultimi 8 anni - ha spiegato il professor Mauro Tretiach, affiancato dalla co-autrice Elena Pittao, da Fabio Candotto Carniel, del dipartimento di Biologia dell'Università di Trieste e dall'assessore provinciale all'ambiente Alberto Zorzetto - specie nelle aree E ed F (Rauscedo ed Arzene). Abbiamo ripetuto questo esame in laboratorio tre volte, perché l'incremento è stato veramente brusco». Stesso trend per lo Zinco: «Il dato raccolto nell'area B (Travesio) rappresenta un dato veramente eclatante - ha proseguito - per il quale però non abbiamo ancora trovato ragioni convincenti sulla sorgente di questa incidenza che altera il quadro ambientale». Anche per il Rame il quadro è pesante rispetto al 1999: «Le aree interessante sono quelle delle barbatelle tra Rauscedo ed Arzene, mentre nella zona A (Fanna) è limitata al settore sud-occidentale, in prossimità della zona industriale di Maniago - ha aggiunto Tretiach - è possibile ipotizzare origini molto diverse: l'impiego di anticrittogamici in agricoltura, particolarmente nelle aree a forte vocazione vivaistica, e la presenza di attività produttive legate alla lavorazione del rame. Il valore che riguarda il vostro territorio montano è uno dei più alti registrati a livello nazionale». Il monitoraggio contiene anche dati positivi rispetto allo studio del 1999: Alluminio, Ferro, Calcio e Manganese si presentano in modo stazionario e non preoccupante, mentre Cromo e Cadmio, potenzialmente pericolosi, sono in netta discesa. Alessandra Betto |
| IL GAZZETTINO 17/06/08 Lindagine ha monitorato sei zone diverse. Oggi la presentazione dei risultati raccolti nel 2007 e messi a confronto con quelli del 1999 Imprese, inquinamento sotto esame Studio della Provincia sullimpatto nel territorio delle presenze industriali. Dati non preoccupanti La Provincia ha effettuato uno studio sulla
qualità dell'aria nella Destra Tagliamento. L'ente
presenterà i risultati dello studio con l'assessore alla
Tutela ambientale, Alberto Zorzetto, che incontrerà i
giornalisti oggi, alle 16, nella sala consiliare della
Provincia in Largo San Giorgio 12. |
| IL GAZZETTINO
120608 MANIAGO Torna la pace tra amministrazione e Comitato. Accuse al sindaco di Frisanco San Lorenzo, obiettivo comune Maniago Rinnovata comunione d'intenti tra Comitato anti cava e amministrazione comunale di Maniago in difesa del San Lorenzo. Lo stesso non può dirsi per quanto concerne l'amministrazione comunale di Frisanco del sindaco Angelo Bernardon. Il portavoce di Sos San Lorenzo, Renzo Saccon, giudica infatti in maniera oltremodo favorevole il doppio ricorso presentato al Tar dall'amministrazione maniaghese e dal Comitato. Nonostante ciò, «vi è ancora un personaggio "in cerca d'autore" che si ostina in una ridicola e strumentale difesa dell'insostenibile, tenace portavoce dei soliti poteri forti». Il riferimento è proprio al primo cittadino frisanchino, che nei giorni scorsi ha preso posizione a favore della cava. «La provocatoria ostinazione nel ritenere la decapitazione e ulteriore devastazione di un monte, che è stroria-cultura-tradizione di una popolazione, una operazione estetica di "bellezza ambientale" - accusa Saccon - dimostra l'assoluta mancanza di ogni minima forma di cultura ambientale, in dispregio del coinvolgimento popolare». Il Comitato Sos San Lorenzo «mantiene alta la guardia sui tentativi, pur maldestri, di demotivare l'azione a difesa del monte - prosegue Saccon -, in ciò rafforzato dall'ottimo ricorso che l'amministrazione comunale di Maniago ha presentato e che certamente si integrerà con quello presentato dal Comitato stesso, in un'azione forte che siamo certi darà il risultato sperato». Un lavoro lungo e non sempre agevole, quello concretizzatosi recentemente, «un impegno che certamente consentirà alle popolazioni interessate di poter finalmente essere pienamente coinvolte nella valutazione e nella scelta finale. Scelta che invece - accusa il portavoce del Comitato - l'Amministrazione Di Bernardo-Carrozzi, unitamente a quelle di Frisanco e Fanna, hanno negato tre anni fa, decidendo di continuare la "violenza ambientale" che da oltre 30 anni martirizza il San Lorenzo». Saccon conclude la sua arringa opponendo «alle intimidazioni, minacce, ricatti verso quanti hanno a cuore le sorti del nostro monte, non solo l'amore per un forte simbolo identitario ma la ragione della legge con la richiesta per il rispetto formale delle regole. Il San Lorenzo deve rimanere così com'è, senza compromessi e senza ambiguità di sorta. In questa azione siamo certi di trovare concorde anche l'Amministrazione Belgrado». F.D.P. |
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
|
MESSAGGERO VENETO del 17
aprile 2008:
(clicca
per leggere l'articolo).
| IL GAZZETTINO 17 04 08 MANIAGO Il sindaco
Belgrado ricorda alcune dichiarazioni ufficiali: «Parole
che ci spronano a lavorare per evitare la capitolazione
del nostro territorio» |
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Per conoscere tuti gli avvenimenti, dall'arrivo del cementificio a Fanna fino ai nostri giorni, clicca qui: ***CRONOLOGIA DEI FATTI PRINCIPALI *** |