Leggende riguardanti il Monte San Lorenzo![]()
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qui sconfiniamo nel mito, nella leggenda, che come tutti
sanno, ha sempre un fondo di verità, perchè il San
Lorenzo, o come lo chiamava l' Imperatore Ottone II della
casa di Sassonia, Il Monte di Maniago , è un luogo in
cui la storia di un popolo romano-celtico si confonde,
dove le leggende confondono la storia, ma dove la realtà
di un luogo oggi meraviglioso deve far riflettere a lungo. Sul Monte S. Lorenzo si presume vi fosse stato un monastero di epoca remotissima, che fu distrutto e rovine di possibili costruzioni esistono seppur in minima parte anche in data odierna. Si potrebbe supporre anche si trattasse dei resti della surricordata torre. La leggenda popolare vuole che i Frati avessero sepolto in quel luogo le tre colonne d' oro che reggevano l' altare ed un globo pure d' oro... la zona è vasta quanto la piazza di Maniago... la "fossa" dovrebbe trovarsi in tal perimetro... Ma si dice pure che lo stesso monte poggi sulle quattro colonne d' oro, colonne immense dalla portata inimmaginabile, che sosterrebbero il San Lorenzo ogni giorno. Il San Lorenzo come il monte Jouf è forato dai " bùs ", il più famoso è il Bùs da li Anguani lungo la parete ovest del monte San Lorenzo, nel quale sono stati rinvenuti resti di animali tra i quali anche di orso. Le sue abitanti venivano chiamate, e lo sono tutt' ora, Anguani, esseri, narrano le leggende, mostruosi, dalle forme vagamente femminili che in alcuni giorni della settimana, martedì e venerdì o mercoledì e venerdì, si trasformavano in capra. Esse sono le custodi del Monte di Maniago, il San Lorenzo è la loro casa, il loro territorio, noi siamo degli ospiti e tali ci dobbiamo ritenere quando la domenica saliamo a visitare la chiesetta. Nelle sue grotte, nei " bùs ", frati e anguani si danno il cambio per custodire l' entrata alle colonne, servizievoli nei confronti di chi li protegge, di chi li ha nascosti agli occhi dei curiosi, degli invasori. L' entrata dovrebbe essere in un luogo inaccessibile ai più, ma visibile, che i frati percorsero quando si videro costretti a fuggire dopo la distruzione del monastero in epoca remotissima. Ora i loro discendenti vivono in quegli anfratti bui, celati a noi tutti, controllando l' andamento ed il flusso dei visitatori, facendo buona guardia alle colonne portanti del monte e al globo d' oro, che si presume essere il cuore del monte stessoboschi, il corso del torrente Colvera, la montagna ed i suoi sentieri dai , mentre le anguani controllano i colori sfavillanti nei mesi autunnali. Tutti al servizio di un paesaggio naturalistico senza eguali, dove realtà e sogno si confondono proiettando l' individuo-visitatore all'interno di un mondo magico, dove leggende e miti si rincorrono in un cerchio senza fine, dove a volte si rischia di cadere restando confusi, entusiasti, avvolti dalle storie che abbagliano. Ma dove solo la realtà in ultimo regna padrona, una realtà messa in pericolo dall' avanzata di una cava di flish e calcare, e dalle mine che senza remissione dei propri peccati spazzeranno via tutto come farebbe un colpo di spugna su un piano di marmo.
Emiliano Grisostolo
Parte del testo qui riportato è tratto dal volume: " Fratta, origini, storia, cultura" - edito dal Circolo Culturale-Sportivo Rosa Brustolo, 1991 |
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antiche case sulle pendici del monte
viste panoramiche dal monte San Lorenzo
i monti di Maniago visti dalla pianura
leggende
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***Vai al sito del Comitato SOS monte SAN LORENZO*** Il comitato si è costituito per la difesa del monte San Lorenzo dalla sua distruzione per opera di una cava per il cementifico |
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