| Maniago La
Regione "sblocca" l'ampliamento
della cava di San Lorenzo e di fatto
ribadisce il nullaosta alla Cementizillo
per l'ultima escavazione del monte,
almeno sul versante di Maniago. A nulla
è servita l'interrogazione presentata
dal consigliere regionale di Rifondazione
comunista Pio De Angelis, cui ha dato
risposta ieri in Consiglio l'assessore
all'Ambiente Gianfranco Moretton. Intanto
mercoledì il Consiglio comunale di
Maniago ha approvato il Piano
particolareggiato per l'escavazione del
San Lorenzo, con una maggioranza
compatta: contrarie soltanto Lega,
Rifondazione e Alleanza nazionale
(assenti Cittadini e Forza Italia, che
ieri ha illustrato la sua posizione:
«Temi importanti come quelli del San
Lorenzo non devono essere affrontati
frettolosamente e in sordina
dall'amministrazione, come è avvenuto
mercoledì in Consiglio»).
L'amministrazione
regionale ha evitato di pronunciarsi come
richiesto da Rifondazione. L'assessore
Moretton «ha affermato che la Regione
non è ancora ufficialmente coinvolta nel
processo decisionale autorizzativo
sull'ampliamento della cava» - ha
riferito De Angelis -. Moretton ha
giustificato tale non decisione non
essendo ancora stato prodotto alcun
progetto definitivo e ha promesso che in
quella fase la Regione valuterà con
attenzione le eventuali ricadute
ambientali».
La maggioranza guidata dal
sindaco Emilio Di Bernardo ha ribadito al
Consiglio, per bocca del capogruppo
Ilario Dessoni, il proprio
«comportamento coerente per la
salvaguardia dei posti di lavoro, nonché
la sostenibilità ambientale e
paesaggistica dell'intervento». Massimo
Milanese (An) ha sostenuto che, su 300
lavoratori della Zillo di Fanna, «i 120
maniaghesi che trarranno beneficio sono
una parte esigua della comunità» anche
rispetto alle migliaia di firme raccolte
dalla petizione del Comitato. Al che
Dessoni ha tuonato che «per noi 120
persone sono 120 famiglie».
«Le richieste della Zillo
vengono soddisfatte da Regione e Comune -
ha dichiarato Rita Tomé (Rc)-, sordi
alle richieste dei cittadini. L'azienda
doveva cercare modalità alternative come
lo scavo in galleria», che però secondo
i professionisti della Zillo è troppo
costoso. In conclusione, ha sentenziato
Enio Borgatti (Ln), «giunta e
maggioranza non rappresentano gli
interessi di Maniago».
E il Piano
particolareggiato è passato anche a
Frisanco. Il punto è passato
all'unanimità, in una sala consiliare
che contava un pubblico di appena tre
persone (di queste, due erano lì anche
per tutt'altra questione). Non ha avuto
difficoltà la giunta Bernardon nel
presentare ai consiglieri il piano.
La volumetria del
materiale escavato non è quantificabile
al momento: questa verrà indicata al
momento della redazione del progetto
esecutivo: «Si ipotizza comunque
un'asportazione di un totale di sei
milioni di metri cubi, di cui il 40 per
cento sul versante frisanchino» - ha
detto il primo cittadino. Il Comune ne
ricaverebbe circa un milione di euro.
Approvato il piano, si è passati al voto
dello schema di convenzione per impegnare
la Cementizillo all'assestamento
morfologico dei versanti, alla
ricomposizione ambientale paesaggistica
delle zone soggette a cava, alla
riqualificazione delle aree a prato e
alla realizzazione della viabilità. Il
sindaco ha infine ricordato l'atto
d'obbligo unilaterale siglato con
l'azienda in merito alla precedente
tranche di escavazione e che riguarda i
finanziamenti per alcune opere pubbliche:
«Di quelle previste, una è stata
portata a termine, una è in fase di
completamento. Altre vedranno la luce
entro il 2007».
Fabio Della Pietra
Anna Vallerugo
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